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Parma

La disabilità raccontata con un sorriso

11 marzo 2013, 19:03

La disabilità raccontata con un sorriso

Enrico Gotti
Al Bertolucci gli studenti ci hanno messo la faccia, per parlare di disabilità e di diritto alla felicità.
Nei giorni scorsi ha aperto alla cittadinanza la mostra «Il sorriso», organizzata dall’associazione Fa.ce., Famiglie cerebrolesi onlus di Parma, assieme al liceo scientifico e musicale di via Toscana.
Sono esposte fotografie e testi, dove i protagonisti sono i volti sorridenti degli allievi disabili e dei loro compagni di classe.
La mostra parte da una domanda provocatoria: «Perché queste persone sorridono visto che, per l’opinione di molti, dovrebbero essere infelici?».
«Le foto intendono stupire, suscitare un momento di riflessione sull’esigenza di felicità, che è comune a tutte le persone indipendentemente dal loro stato di salute» è il messaggio di Franco Aquilano, animatore della mostra, vicepresidente di Fa.Ce «I sorrisi – spiega Aquilano – spiazzano le nostre certezze, i nostri pregiudizi e chiedono un riconoscimento». All'inaugurazione il giorno prima dell’apertura al pubblico, erano presenti anche Annalisa Gabbi, presidente di Fa.Ce., l’assessore comunale al welfare Laura Rossi, la sua collega in Provincia Marcella Saccani e il preside Aluisi Tosolini.
La mostra, patrocinata da Comune e Provincia di Parma, ha chiuso il 2 marzo 2013, ed è il frutto di un doppio lavoro: il liceo Attilio Bertolucci non si è infatti limitato ad ospitare i pannelli curati a livello nazionale dall’onlus Fa.Ce, ma ha arricchito l’esposizione con proprie fotografie e parole.
Gli allievi hanno organizzato a fine gennaio un’assemblea studentesca, ogni classe ha discusso il tema della disabilità, hanno approfondito il discorso con professionisti, volontari e operatori di cooperative sociali.
Alla fine hanno aggiunto sei pannelli, con loro foto e pensieri.
 Ora il progetto continuerà con le loro impressioni: dalla mostra nasce un’altra iniziativa, quella di «un sms per un sorriso». Gli studenti descriveranno le reazioni che hanno avuto visitando la mostra in pochi caratteri.
 «I loro sorrisi fanno sentire futili le nostre lamentele. Ci sentiamo un peso che trattiene le loro ali cariche di libertà», scrive ad esempio la classe 3ª B.
 «Questa mostra fa parte del nostro lavoro sull’inclusione, sui diritti e sui bisogni dei ragazzi disabili dentro la scuola» spiega il dirigente scolastico, Aluisi Tosolini. L’auspicio è che altri istituti si aggiungano all’iniziativa, con proprie foto e riflessioni, in modo di poter in futuro restituire alla città un lavoro ricco multiforme, che coinvolga ancora più studenti.