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Arte-Cultura

"Come Verdi imparò il mestiere di compositore”

12 marzo 2013, 14:21

“Come Verdi imparò il mestiere di compositore”: questo il titolo assai intrigante di una conferenza in programma giovedì 14 marzo, alle ore 18, nella sala dei concerti della Casa della Musica, nell’ambito del ciclo “Parlare di musica”. A introdurre il pubblico nel laboratorio creativo verdiano sarà Giorgio Sanguinetti, uno studioso parmigiano che è oggi considerato un’autorità a livello internazionale nel campo della teoria e dell’analisi musicale. Dopo i primi studi nel nostro Conservatorio, Sanguinetti si è diplomato in pianoforte a Milano e in composizione a Pesaro. Dapprima concertista, poi insegnante di pianoforte in vari Conservatori, ha infine intrapreso la via della ricerca, specializzandosi nella teoria e nell’analisi musicale e assumendo l’incarico di professore associato presso l’Università di Roma Tor Vergata. Da anni, Sanguinetti tiene regolarmente corsi e lezioni in alcune delle più importanti università americane; nel 2012 ha insegnato per un semestre anche all’Università di Montreal. Nell’ultimo mese è stato negli Stati Uniti per un tour di conferenze che in tre settimane lo ha portato ad attraversare il paese, da Chicago a Denton (Texas).

L’argomento della conferenza di giovedì è legato all’ultima pubblicazione di Sanguinetti, il volume “The Art of Partimento” (ne ha parlato diffusamente Gian Paolo Minardi sulla Gazzetta qualche settimana fa), edito dalla Oxford University Press. È la prima volta che la prestigiosa casa editrice, in ambito musicologico, pubblica il lavoro di uno studioso italiano e questo banale rilievo statistico basta ad illustrare l’importanza della ricerca di Sanguinetti. I partimenti erano particolari forme di esercizi di composizione, nati forse a Roma alla fine del Seicento e poi molto in voga nei conservatori napoletani nel secolo successivo. Una pratica che coinvolse anche Giuseppe Verdi, il cui maestro Vincenzo Lavigna era stato a sua volta allievo di Fedele Fenaroli, stimatissimo insegnante napoletano. Il libro di Sanguinetti fa luce su un argomento che non era mai stato indagato a fondo ed è stato accolto con grande interesse soprattutto negli Stati Uniti. Ora il suo autore lo presenta personalmente anche nella sua città.