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Provincia-Emilia

Corniglio dice no all'Unione e propone la convenzione a 8

12 marzo 2013, 08:25

Corniglio dice no all'Unione e propone la convenzione a 8

Legge regionale di riordino dei comuni, Corniglio ribadisce il suo «no». Il consiglio comunale si è espresso rimarcando la sua contrarietà ed elaborando una controproposta. Nel documento approvato infatti è scritto che Corniglio non accetta di entrare in un ambito a 8 comuni coincidente con l’ex Comunità montana Est dalla quale recede revocando ogni delega di servizio funzione, e propone alla Regione come ambito ottimale il territorio dei Comuni di Corniglio, Tizzano, Monchio, Palanzano, Neviano, Calestano, Berceto e Valmozzola. Inoltre, sottolinea l’intenzione del Comune di gestire le funzioni fondamentali non tramite unione, ma solo tramite convenzione.
«Sarebbe anacronistico - ha commentato il sindaco Massimo De Matteis - creare strutture indipendenti o sovracomunali così come non sarebbe giusto il ricorso all’unione che significherebbe conferire prerogative comunali costituzionalmente tutelate. Se l’esigenza di risparmiare è sacrosanta, ciò non può significare rinunciare all’autonomia di enti tutelati dalla Costituzione».
Dello stesso parere anche il vicesindaco Tito Cattani: «In questo marasma istituzionale occorre evitare i salti nel buio e tutelare la nostra autonomia con la formula della convenzione, ciò non significa che un giorno non si decida di andare in un’unione ma non deve essere un’imposizione dall’alto. Corniglio merita un sindaco tutto suo, una giunta e un consiglio tutto suo».
Voto contrario a questa delibera quello di Maria Carla Magnani, esponente di minoranza: «Unione non significa non avere più sindaco, consiglio o giunta - ha affermato - tali organi infatti ci sarebbero ancora». Il sindaco ha replicato spiegando: «Ci sarebbe una difficoltà di governance perché con la convenzione ciascun comune conserva la propria unicità, l’unione invece è un nuovo ente che si sovrappone ai comuni che si priverebbero dei propri bilanci ed i relativi consigli comunali si esprimerebbero ogni tanto. In pratica il comune resterebbe come presidio destinato col tempo a sparire». Fra gli esponenti della maggioranza si è astenuto dalla votazione Matteo Cattani: «Indubbiamente la convenzione è più elastica e dà l’idea di zattera alla quale ci si può aggrappare al momento ma, guardando più in là, in futuro non vedrebbe male l’idea della fusione che, a differenza delle unioni, garantisce risparmi sicuri». Di risposta Antonio Corvo ha sottolineato: «Qualunque azione va intrapresa al fine di contenere la spesa pubblica ma la legge regionale non si è ispirata al criterio dell’economicità bensì ha solo obbligato all’Unione i comuni».