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Economia

Quando si ricorre ai risparmi per pagare le tasse sulla casa

12 marzo 2013, 20:58

Quando si ricorre ai risparmi per pagare le tasse sulla casa

La domanda
Ho la fortuna di possedere alcune unità immobiliari a Parma e confesso che con un negozio sfitto e un inquilino che non mi paga l’affitto non so proprio come quest’anno potrò riuscire a pagare l’Imu e l’Irpef. Dovrò alienare parte del patrimonio e questo non mi sembra giusto.
G. P. Parma 

Ing. Mario Del Chicca
ASSOCIAZIONE PROPRIETA' EDILIZIACONFEDILIZIA PARMA

Egregio lettore, lei ha perfettamente ragione. Il suo caso non è unico ma piuttosto frequente di questi tempi. Molti cittadini sono costretti a ricorrere ai risparmi per pagare le tasse. Questo in palese contrasto con l’art. 47 della nostra Costituzione, che non sarà certamente la più bella del mondo come recita il comico Benigni ma in questo è molto chiara : “La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme” (comma 1) e “Favorisce l’accesso del risparmio popolare alla proprietà dell’abitazione” (comma 2). In Germania la Corte costituzionale tedesca ha dichiarato solennemente già dal 1995 che “Il prelievo fiscale trova il proprio limite costituzionale nella capacità di reddito del patrimonio”. Il nostro grande economista Luigi Einaudi, poi Presidente della Repubblica, nel 1946 scriveva “Fuori del reddito, non esistono altre materie imponibili”. Il fondatore della moderna economia, Adam Smith nel suo ponderoso La ricchezza delle nazioni, nel 1776 scriveva, “I contribuenti debbono provvedere alle spese dello Stato quanto più strettamente possibile in proporzione alla loro capacità, cioè in proporzione al reddito che essi riescono a conseguire”. Non si dovrebbe quindi in nessun modo vessare i cittadini con una tassazione che prescinde dal reddito del bene inciso. Eppure è proprio questo che il governo “tecnico” di Monti con tutti i suoi ministri professori universitari, bocconiani e non, banchieri e alti burocrati statali ha perseguito in tutti questi mesi.
Si è colpito senza ritegno un settore come quello dei proprietari di casa senza tenere conto di quello che i nostri padri dicevano : “Se va il mattone tutta l’economia va”. Ora tutte queste manovre oltre che ingiuste, non degne di una paese civile, hanno il solo risultato di aggravare la recessione, di aumentare la disoccupazione, di far fallire centinaia di piccole e grandi aziende del settore immobiliare.
Vengono bloccati tutti gli investimenti nell’edilizia perché i risparmiatori non si fidano più di simili governanti. Con un fisco che colpisce immobili inagibili, canoni di locazione non percepiti, aree fabbricabili che fabbricabili in effetti non sono, spese per mantenere gli immobili abitabili e quindi affittabili, come si può sperare che l’economia riparta? E in effetti, ahimé, non riparte con buona pace di tutti gli economisti al governo.