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Economia

Commercio, calo del 30%. Nasce il "Punto ascolto"

14 marzo 2013, 00:30

Commercio, calo del 30%. Nasce il

Vittorio Rotolo
Per combattere la crisi servono tenacia ed impegno, ma un ulteriore antidoto può essere quello di esternare agli altri le proprie difficoltà, condividendole, alla ricerca di una via d’uscita.
 Per questo Ascom Parma ha ideato il Punto Ascolto Impresa, uno strumento concepito con l’obiettivo di assistere moralmente quegli associati che vivono ogni giorno, sulla propria pelle, il dramma legato alle difficoltà di natura economica e professionale.
«La maggior parte delle nostre imprese sono a carattere familiare - dice Ugo Margini, presidente di Ascom Parma -: è evidente allora che, in questi casi, oltre all’imprenditorialità fine a se stessa, ci sia un aspetto umano che non può essere trascurato. Spesso le problematiche che attanagliano chi fa impresa non sono risolvibili facilmente, né tantomeno in tempi brevi - aggiunge -; ecco, questo spazio è l’ennesimo segnale di attenzione, da parte di Ascom, all’indirizzo dei propri associati. Che affidandosi ad un consulente, qui possono trovare ascolto, orientamento e sostegno».
Per comprendere la portata della crisi, basta snocciolare qualche dato: a Parma e provincia, alla fine di settembre 2012, erano infatti 1.048 le attività cessate nei settori del commercio, del turismo e dei servizi.
 «Una tendenza negativa che va pericolosamente accentuandosi anche in questo inizio di 2013» è l’allarme lanciato da Cristina Mazza, direttore Area organizzativa di Ascom.
Che spiega: «Le vendite sono calate mediamente del 20-30% e nemmeno l’avvio dei saldi ha fatto registrare segnali di ripresa. A Parma, nelle vie del centro storico, si contano qualcosa come 93 negozi sfitti, un numero elevatissimo». Per la Mazza, le ragioni del collasso sono ascrivibili in particolare «ad un’eccessiva pressione fiscale, che si attesta su livelli pari al 56% del reddito, e ad una burocrazia che richiede, ad ogni impresa, circa 120 adempimenti fiscali ed amministrativi all’anno».  E' il particolare momento storico, quindi, ad imporre la necessità di non lasciare da sole le imprese che operano sul territorio. «Oltre a produrre un disagio dal punto di vista economico, per il singolo imprenditore, la crisi ha un impatto devastante anche a livello personale - sottolinea Giovanna Michelotti, consulente del Punto Ascolto Impresa -: aprirsi all’esterno può rivelarsi salutare, nella misura in cui modifica la percezione stessa del problema».


 

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