Sei in Archivio

Parma

Il nuovo Pontefice. Così lo vorrebbero i sacerdoti stranieri

13 marzo 2013, 19:31

Luca Molinari
Per alcuni è giunto il momento di un Papa «nero», per altri invece bisogna restare nel solco tracciato da Benedetto XVI.
 I sacerdoti  stranieri che operano nella nostra diocesi, nel primo giorno di Conclave esprimono le proprie opinioni su come dovrebbe essere il nuovo Pontefice.
«Il colore della pelle non è importante - afferma don Paul Isaac, parroco di Vicofertile, originario del Pakistan -. Ciò che conta è che sia la persona giusta per la Chiesa oggi. Serve una figura giovane, dotata di grande spiritualità, che conosca il mondo e abbia anche la forza di indicare la corretta direzione da seguire alla Chiesa cattolica, in un mondo che cambia costantemente».
«Il nuovo Papa  - continua lo stesso sacerdote - dovrà essere un uomo in grado di attirare i giovani e le famiglie, ma soprattutto una persona in grado di fare emergere il meglio da tutte le realtà della Chiesa».
Don Anthony Chidozie Dimkpa, vice parroco di San Pancrazio, è invece originario della Nigeria e crede che possa essere eletta una «persona di altissima cultura e conoscenza, aperta al mondo d’oggi e fedele alla Chiesa».
Al sacerdote  africano non dispiacerebbe un Papa «nero» come successore di Ratzinger. «E’ molto difficile che venga eletto Papa un cardinale africano - confessa - sarebbe una grande sorpresa, perché quasi nessuno li nomina tra i papabili. Si tratta comunque di figure di alto
spessore, molto preparate. E poi a scegliere, alla fin fine, è lo Spirito Santo quindi, chiunque verrà eletto, sarà la persona giusta».
Per don Protais Karangwa Barakomera,  vice parroco di Santa Maria del Rosario, originario del Congo, come futuro Papa serve una persona aperta al mondo. «Il nuovo Pontefice - spiega - dovrebbe essere una guida capace di occuparsi della Chiesa in questo momento complesso. Ci vorrebbe quindi una persona giovane, ma dotata di esperienza nel campo della vita cristiana e non cristiana. Una figura che conosca tutto il mondo, aperto alla riconciliazione di tutte le realtà e non soltanto di quella cattolica».
Don Jaroslaw Marek,  vicario parrocchiale di San Paolo di Torrile, arriva dalla Polonia, la terra natia del indimenticato Giovanni Paolo II. «Il nuovo Papa non deve essere per forza una persona giovane - dichiara - spesso infatti le persone più anziane sono dotate di una ricchezza intellettuale e di una saggezza superiore ai giovani, a volte troppo smaniosi di voler cambiare tutto subito. In ogni caso, il futuro Pontefice dovrà essere una figura che abbia come priorità assoluta la verità. Una persona che proclami la verità a tutti, anche quando è scomoda».

© RIPRODUZIONE RISERVATA