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Parma

Incidente mortale a Fraore, il ricordo di Paolo Albertini: "Estroverso, padre amorevole e uomo capace di reinventarsi"

13 marzo 2013, 19:57

Incidente mortale a Fraore, il ricordo di Paolo Albertini:

Il 52enne Paolo Albertini ha perso la vita ieri in un pauroso schianto fra il suo scooter e un camion in tangenziale nord. Era molto conosciuto in via Spezia, dove era stato a lungo titolare di un'agenzia immobiliare.
Familiari e amici lo ricordano nell'articolo di Chiara Pozzati, pubblicato oggi dalla Gazzetta di Parma:  

E' nato e cresciuto a Parma, la gente di via Spezia ricorda bene il sorriso oltre la vetrina dell’agenzia immobiliare Albertini. «Ma il cuore era in Val Baganza. Era impossibile passeggiare per Calestano con lui senza essere fermati da almeno tre persone che volevano salutarlo». Chi parla è Davide, 21 anni:  è stato lui a ricevere la drammatica notizia della morte di Paolo Albertini e ad avvertire il resto della famiglia. Il giovane accoglie sulla soglia di casa con un sorriso stanco, al termine di una giornata che non si dimentica.
«Era uscito per lavoro - racconta -. Credo che stesse andando a un appuntamento. Non so perché abbia preso lo scooter». La frase si spezza, le parole muoiono di fronte a una realtà difficile da accettare. Lo Scarabeo del 52enne, vittima dello scontro fatale accaduto ieri mattina nella bretella della tangenziale Nord, all’altezza di Fraore, è ridotto a una carcassa di lamiere.
«Ma la sua vera passione era una Vespa Px 125 – prosegue – che aveva venduto poco tempo fa, prima di prendere lo Scarabeo appunto».
Davide cerca la verità: «Non so bene cosa sia accaduto e, francamente, non riesco a spiegarmelo», taglia corto mentre il suo sguardo si perde nel vuoto.
«Adorava i film – dice – e “grottare” come lo definiva lui. In altre parole risaliva ruscelli e torrentelli pescando a mani nude. D’estate, appena poteva, tornava in Val Baganza, faceva lunghe passeggiate ed era felice».
Già, quell’allegria spontanea che ricordano in molti tra colleghi, parenti, amici. I vicini di casa, in via Passo del Bocco, ancora increduli di fronte alla tragedia, lo descrivono come un animo estroverso, «capace di raccontarsi e raccontare per la gioia di farlo. Una persona buona e semplice, pronta a farsi in quattro per gli altri», ripete la dirimpettaia del piano di sotto.
La notizia ha sollevato tanta commozione in città:  la rete di conoscenze del 52enne non aveva confini. E in tanti si stringono attorno ai familiari, alla madre anziana, al figlio e alle sorelle.
«Era un padre amorevole e un uomo capace di reinventarsi», spiega un’altra voce amica. Proprio come aveva fatto con la sua attività. «Aveva ridimensionato gli affari, come spesso accade in questo tempo di crisi. Dopo aver chiuso l’agenzia di via Spezia, qualche mese fa, si è messo in società con alcuni colleghi e amici per offrire consulenze immobiliari in via Farini».
Un’altra avventura che Albertini «voleva affrontare come sempre: col sorriso sulle labbra e un inossidabile ottimismo». Ch. Poz.
 

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