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Parma

Schianto sulla Cispadana: un tratto che è ad alto rischio

14 marzo 2013, 22:26

Schianto sulla Cispadana: un tratto che è ad alto rischio

Gian Luca Zurlini
Il tratto di  strada in cui è avvenuto lo scontro frontale che è costato la vita a Paolo Albertini è da considerare sicuramente «ad alto rischio».   Un rischio che esiste in tutto il tratto della Cispadana che parte da Fraore e sbuca sulla vecchia via Emilia all'altezza di Ponte Recchio.
Limite a 90 come sulla Nord
Il paradosso è che in questa «variante» di alcuni chilometri (che non fa più parte della tangenziale Nord, anche se ne è la prosecuzione naturale) il limite di velocità imposto dall'Anas è di 90 chilometri orari, lo stesso in vigore su quasi tutta la tangenziale Nord. Il problema è che però quest'ultima è divisa su due carreggiate, separate da un guardrail e   con due corsie per ogni senso di marcia più quella di emergenza. Sulla Cispadana, invece,  c'è una sola corsia per ogni direzione, senza barriere centrali.
Pericolo sempre in agguato
Il risultato è che i veicoli sfrecciano comunque a una velocità elevata, ma in una situazione molto più pericolosa di quella della Nord  e addirittura della tangenziale Sud, dove il limite è di 70 orari e sono anche stati installati di recente due autovelox fissi. E così, oltre ad alcuni schianti mortali, sono state molti gli incidenti con feriti. E a questo punto l'Anas dovrebbe intervenire, o riducendo il limite di velocità oppure con qualche lavoro per migliorare la sicurezza.