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Provincia-Emilia

Centrali a biomasse nel Langhiranese? Il Comune stoppa ogni iniziativa

16 marzo 2013, 13:56

Centrali a biomasse nel Langhiranese? Il Comune stoppa ogni iniziativa

(c.c.) La tempesta si è scatenata su facebook: "Il Comune di Langhirano ha dato il permesso per una centrale a biomasse a Cozzano". A placare le acqua agitate ci ha pensato - sempre su social network, nella pagina istituzionale - l'assessore all'urbanistica e all'ambiente Marco Contini: "Ho letto tantissime cose non solo inesatte ma assolutamente false - racconta -. Bisognava fare chiarezza". Ed ecco il messaggio integrale dell'assessore: "Vorrei cercare di fornire alcuni dati certi sull’argomento dell’impianto di cogenerazione di Cozzano.
Innanzitutto l’amministrazione comunale di Langhirano non ha mai approvato alcun progetto riguardante una centrale di combustione a Cozzano, questo per togliere qualsiasi dubbio in proposito. Il progetto di un impianto di colatura e cogenerazione, è stato presentato da privati in modo del tutto legittimo all’amministrazione comunale che ha iniziato, come la legge prevede, la procedura amministrativa per le verifiche di compatibilità urbanistica, paesaggistica, igienico sanitaria, e ambientale. Il che non vuol dire approvare un progetto.
Considerata la materia del tutto nuova per le nostre amministrazioni si è valutato attentamente la procedura cercando di comprendere quali i rischi di tipo ambientale e sociale questa attività potesse avere.
Non avendo il comune alcuna competenza in materia igienico sanitario e di controllo delle emissioni nocive, deve raccogliere il parere di altri enti (Ausl, Arpa) confrontandosi con questi al fine di una soluzione che tuteli l’interesse pubblico e la salute dei cittadini.
Nel frattempo all’interno della giunta e degli uffici tecnici abbiamo avuto un confronto approfondito sul tema concordando l’opportunità di sospendere questa iniziativa non solo per i possibili rischi sulla salute, ma anche per valutare le conseguenze su un territorio a vocazione agroalimentare e turistica.
Questo confronto ha portato l’amministrazione a proporre al consiglio comunale del 18 marzo una variante al Rue in cui questo tipo di attività non sono consentite all’interno del nostro territorio almeno fino a quando non sarà predisposto un piano apposito sugli impianti di produzione di energia che dimostri la sostenibilità degli interventi.
Non è mia intenzione fare polemica di alcun genere ma semplicemente raccontare i fatti per quello che sono onde evitare esagerazioni o un uso del tutto personalistico degli avvenimenti il cui scopo è evidente.
Personalmente sono dell’idea che un buon amministratore debba ragionare con la testa, a volte con il cuore ma mai con la pancia ed è quello che è stato fatto in questo caso, nei modi consentiti dalle leggi, dai regolamenti vigenti e con l’obiettivo di tutelare il nostro territorio".
 

Al di là di facebook, Contini vuole essere ancora più chiaro: "I due salumifici che hanno chiesto l'autorizzazione a realizzare questo impianto in un'area dismessa l'hanno fatto assolutamente in modo legittimo e la compatibilità urbanistica c'era. Il problema è che siamo di fronte a questioni nuove, per la nostra Amministrazione come per tutte le altre, che richiedono studio e informazioni. Con la variante al Rue proponiamo di fermare queste centrali in zone produttive e rimandiamo la discussione e la valutazione al Piano per l'energia di cui dobbiamo dotarci e che riguarda tutte le fonti energhetiche alternative. Nel frattempo abbiamo già cominciato a valutare esperienze realizzate altrove e a valutare alcuni studi."

Sulla questione langhiranese è intervenuto anche il Gcr: "Un'altra richiesta di centrale a biomassa nella food valley. Ci chiediamo, i consorzi di tutela dei famosi marchi delle nostre terre sono ciechi o sono sordi? Non sono “a tutela” dei prodotti di eccellenza del made in Italy e del made in Parma?".