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Italia-Mondo

"La misericordia cambia il mondo": il primo Angelus di Papa Francesco

17 marzo 2013, 14:03

Piazza San Pietro gremita ha accolto con un boato papa Francesco, al suo primo Angelus. Alla finestra dello studio dell’appartamento pontificio è stato esposto lo stendardo, ancora privo dello stemma papale.«Questa piazza ha le dimensioni del mondo», ha detto il Pontefice. Che poi ha lanciato il suo messaggio:.«Un pò di misericordia cambia il mondo, rende il mondo meno freddo e più giusto.Dio mai si stanca di perdonarci: il problema è che noi ci stanchiamo di chiedere di perdono».«Non ci stanchiamo mai – è stata la sua esortazione -, lui è il padre amoroso che sempre perdona, che ha misericordia per tutti noi».

Il Papa ha poi parlato del suo rapporto con l'Italia: "Ho scelto il nome del patrono, Francesco d’Assisi, e ciò rafforza il mio legame spirituale con questa terra dove sapete ci sono le origini della mia famiglia». E si è rivolto ai pellegrini presenti in piazza san Pietro.  «Rivolgo un cordiale saluto a tutti i pellegrini: grazie della vostra accoglienza e delle vostre preghiere. Pregate per me, ve lo chiedo. Rinnovo il mio grazie ai fedeli di Roma – ha aggiunto - e lo estendo a tutti voi che venite da varie parti dell’Italia e del mondo, come pure a quanti sono uniti a noi attraverso i messi di comunicazione».

"Buona domenica e buon pranzo!». con queste parole, accolte da un boato della folla che gremisce piazza San Pietro, papa Francesco ha concluso l’Angelus. All’inizio, affacciandosi alla finestra dello studio papale, Francesco aveva semplicemente detto «buongiornoLo ha detto papa Francesco all’Angelus.

Papa Francesco aveva iniziato al sua giornata celebrando la messa nella parrocchia di Sant'Anna, in Vaticano. Prima di entrare nella piccola chiesa, il Pontefice si è fermato a salutare la folla. Ha stretto le mani di fedeli, ha accarezzato i bambini, ha scambiato parole di saluto con le persone in attesa. Si è soffermato brevemente anche sulla porta Angelica, salutando la folla sulla via. Accolto dal suo vicario per la Città del Vaticano, cardinale Comastri, il Pontefice è entrato nella chiesa e si è subito inginocchiato di fronte all’altare. Quindi, dopo aver indossato i paramenti liturgici, ha effettuato una breve processione sull'esterno della chiesa, benedicendo i fedeli ed entrando poi nella navata per dare inizio alla messa. Con lui in processione, tra gli altri, i cardinali Angelo Comastri e Prosper Grech.

Il Pontefice ha nuovamente salutato, stringendo la mano, i fedeli al termine della messa. Tra loro c'era anche Pietro Orlandi, fratello di Emanuela, la ragazza figlia di un dipendente vaticano scomparsa oltre trent'anni fa. Orlandi e il Papa hanno avuto una breve conversazione. «Quando ho incontrato il Papa lui mi ha accolto pronunciando la parola 'Emanuela", mi ha stretto forte la mano, e ho avuto la sensazione di un’intesa, la sensazione che conoscesse bene la storia di mia sorella». E' quanto afferma Pietro Orlandi, il fratello della cittadina vaticana scomparsa in circostanza mai chiarite circa 30 anni fa. «Prima di me c'era mi madre - racconta  Orlandi – che anche lei ha parlato qualche istante con il Papa. Poi mi sono avvicinato io, lui ha pronunciato il nome di mia sorella e mi ha detto: 'tu sei il fratello?', il colloquio è stato breve ma ho sentito che c'è stata un’intesa. Gli ho chiesto di aiutarmi a far emergere la verità e lui mi ha stretto più forte la mano. È stato bello, ho avuto la sensazione che ci possa essere quel dialogo che attendo da tempo e che il muro di silenzio che dura da due pontificati si stia incrinando. Mi ha ascoltato e ha avuto parole di incoraggiamento. Per questo chiederò un’udienza privata e sento che me la concederà e che riuscirò a parlargli».

 

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