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Spettacoli

"Ribelli come il Sole", passione e ricordo

18 marzo 2013, 00:50

Francesca Ferrari

Quando il racconto parla di uno dei momenti più significativi della storia parmigiana (le Barricate antifasciste del 1922), ma, al contempo, di una passione, quella sana, vera , per lo sport, questo può davvero diventare, per chi lo ascolta, espressione massima di vita, offrire speranza per il presente e il giusto slancio per un futuro migliore. 
In questo spirito nasce «Ribelli come il Sole e arnesi da forca», scritto e interpretato da Gianluca Foglia «Fogliazza», che dopo l’acclamato debutto al Teatro Europa nel dicembre 2012, verrà rappresentato al Teatro Virtus di Sorbolo, mercoledì 20 marzo alle  21. Spettacolo organizzato dalla Sezione Anpi in loco, in collaborazione con il Comune e prodotto da Nicola Casalini per Associazione Sheherazade, che si traduce in un’ affascinante narrazione, dove l’arte recitativa di Foglia (ricca di pathos ma anche di verve ironica) ben si amalgama all’accompagnamento musicale dal vivo di Emanuele Cappa (chiatarra) e Enrico Cossu (viola) e alle illustrazioni eseguite, sempre dal vivo, dallo stesso interprete. Un atto unico che vuole ricordare un fatto unico, avvenuto proprio a Parma: 300 Arditi del Popolo, capitanati da Guido Picelli, vinsero, respingendole dall’Oltretorrente, le 10.000 camicie nere di Italo Balbo. Un evento che i quotidiani di allora descrissero come straordinario, per la forza e la dignità espressa dai ribelli. 
Ed è questa forza che Foglia vuole mettere (trasmettere) in scena : raccontando l’episodio e la vita nei borghi attraverso gli occhi di un ragazzino aspirante calciatore, usando un linguaggio semplice e diretto, regalando, con il supporto delle sue indubbie capacità di disegnatore, le caricature di personaggi che diventano, per chi le guarda, indimenticabili, indelebili nella memoria, come l’inchiostro sulla carta. 
Tante le similitudini con il mondo del calcio, nello scontro descritto come una partita di pallone tra veri fuoriclasse, ma sempre con la precisa volontà di «consegnare», anche a un pubblico giovane, la storia e, soprattutto, quei valori che, come ha dichiarato lo stesso Foglia, «possono evitare il rischio di un vuoto culturale che precede, sempre, qualunque crisi». Una sera a teatro come attorno a un immaginario focolare, come accadeva una volta, nelle case di campagna, dove ci si riuniva per ascoltare. E ricordare.