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Gazzettascuola

Allarme "Spotted": offese in internet a studenti e prof

17 marzo 2013, 15:45

Enrico Gotti
E sul fenomeno Spotted il liceo Bertolucci interviene con una circolare.  Il preside, Aluisi Tosolini, scrive a studenti, docenti e personale, invitandoli a riflettere sui rischi della pubblicazione di alcuni messaggi, che possono essere considerati diffamazione e puniti per questo. «In queste ultime settimane sono aumentate le segnalazioni giunte in presidenza a riguardo di comportamenti scorretti tenuti da studenti del liceo Bertolucci nell’uso dei social network e più in generale della rete», scrive il preside, ricordando che alcuni studenti hanno pesantemente apostrofato un proprio docente su Facebook, altri studenti hanno espresso giudizi offensivi sui collaboratori scolastici. Ma la novità - spiega Tosolini - è che dal 27 febbraio è on line su Facebook una pagina Spotted riferita al liceo Bertolucci. «Troppo spesso, infatti, gli studenti dimenticano che Facebook ed in generale i social network non sono ambiti riservati o chiusi e che tutto quello che è messo in rete ha una durata lunghissima - sottolinea il dirigente scolastico -. Molti post, inoltre, rischiano di ledere in maniera pesante l’onorabilità e la dignità personale di altri. E ciò è aggravato dal fatto che spesso i post sono a disposizione di tutti e possono essere letti da tutti». 
«In sostanza: una battuta fatta davanti alla macchinetta del caffè o al bar un tempo aveva una limitata circolazione e rimaneva nella sola dimensione dell’oralità. Oggi, invece, scrivere un post su Spotted esprimendo giudizi temerari su atteggiamenti e/o preferenze sessuali altrui, vere o ipotetiche che siano, comporta che tale post abbia da lì in avanti una esistenza autonoma che l’autore non ha più la possibilità di controllare e gestire. Con conseguenze che in alcuni casi possono essere davvero molto gravi e giungere fino alla querela per diffamazione (con tutti i risvolti penali e civili del caso)», afferma il dirigente, pronto a intervenire in questi casi. «Non credo che il primo modo di affrontare la questione sia quello giudiziario, ma credo che mettere un po’ di giudizio sia opportuno - aggiunge il preside nella circolare -. Ho già annunciato che nei mesi di aprile e maggio il liceo organizzerà, per i genitori, 3 incontri che affrontano direttamente questi temi. Del resto la nostra attenzione educativa su questi temi è costante poiché crediamo che non serva a nulla demonizzare la rete o girare la testa da un’altra parte mentre fa parte del nostro mestiere di educatori aiutare i ragazzi e le ragazze a divenire cittadini critici e responsabili». «Nel frattempo - conclude il dirigente - credo sia opportuno (e necessario) che i docenti e le famiglie discutano con gli studenti di queste problematiche. Senza falsi pudori e senza generici appelli a tempi andati: imparare ad abitare consapevolmente la contemporaneità non è solo è possibile ma è, appunto, il compito stesso dell’educazione».