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Parma

E il grande centravanti diventa "L'uomo solitario"

17 marzo 2013, 17:13

E il grande centravanti diventa

 Andrea Del Bue

Dall’Olimpo del calcio all’inferno. In un amen. Club più blasonati d’Europa, tifosi in visibilio per te, la Nazionale, soldi a palate, donne. Stefano Marchetti, centravanti dell’Arsenal, ha tutto, segna a raffica, è osannato da stampa e pubblico. Poi, al posto di gonfiare la rete col pallone, imbocca la strada della perdizione. Arrivano la squalifica di due anni per cocaina, un risarcimento da 17 milioni da versare al club, il fallimento della ditta di moda aperta in società con un farabutto. La storia de «L’uomo solitario», quinto romanzo del modenese Claudio Gavioli, parte da qui. Il libro (Incontri editrice, 142 pagine, 12 euro) è stato presentato alla Corale Verdi, alla presenza dell’autore, per tanti anni medico sportivo del Modena calcio, oggi consulente del Sassuolo, intervistato dal caporedattore della «Gazzetta di Parma», Claudio Rinaldi, e da Andrea Rinaldi, presidente della Corale Verdi. Prima che l’incontro si addentrasse nelle viscere del romanzo, una piacevole sorpresa: i saluti di Luciano Gigliotti, guru dell’atletica, allenatore dei campioni olimpici di maratona Gelindo Bordin e Stefano Baldini.
Ne «L’uomo solitario» c’è la seconda vita di Marchetti, accasatosi, a 40 anni suonati, bolso e ingrassato, allo Spilamberto, squadra dilettantistica del Modenese. Il centravanti, pur giocando da fermo, non perde il vizio del gol, supportato da talento raro e tecnica sopraffina: torna quindi ad essere star, seppur in un contesto di provincia. «Nel romanzo precedente, “Quarto tempo”, ho dato vita ad una spietata critica del mondo del calcio, che ho visto da dentro per molti anni: avevo utilizzato le tinte peggiori e più deprimenti – ammette l’autore, collaboratore del blog letterario della Gazzetta dello Sport «Quasi rete» –. Questo libro, invece, vale da risarcimento: ho preso il personaggio più negativo, più vanesio e più stupido e ho cercato di dargli una seconda chance». Che arriva anche dalla musica: una sera, per caso, in automobile, da un disco di un compagno di squadra, il bomber scopre di avere un talento formidabile nell’imitare Johnny Cash. Comincia quindi a girare le balere, con una cover band dell’interprete di «Ring of fire»: «Con Cash ho trovato l’alter ego di Marchetti – racconta lo scrittore, grande appassionato di musica –: sono infatti entrambi prìncipi delle contraddizioni». A un certo punto, i fantasmi del passato tornano a galla e le sirene della trasgressione si ripresentano alla porta: «Invitato ad una festa a Londra da un ex compagno di squadra – racconta Gavioli –, il protagonista ritrova tutte le tentazioni di un tempo; lui, però, non è più in sintonia con un certo ambiente». Infine, lo scrittore, cinefilo con all’attivo oltre una ventina di Mostre del Cinema di Venezia, abbozza un sogno: «Il libro si presta ad una trasposizione cinematografica. Chissà».
 

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