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Grillo e i voti dei suoi a Grasso: "Sulla trasparenza hanno mentito agli elettori"

17 marzo 2013, 12:00

Grillo e i voti dei suoi a Grasso:

"Trasparenza e voto segreto": si intitola così il duro post pubblicato sabato da Beppe Grillo sul suo blog. E il tema sono i 14 voti non del gruppo di centrosinistra arrivati a Piero Grasso.
"Nella votazione di oggi per la presidenza del Senato è mancata la trasparenza - è scritto nel post -. Il voto segreto non ha senso, l'eletto deve rispondere delle sue azioni ai cittadini con un voto palese. Se questo è vero in generale, per il MoVimento 5 Stelle, che fa della trasparenza uno dei suoi punti cardinali, vale ancora di più. Per questo vorrei che i senatori del M5S dichiarino il loro voto.
Nel "Codice di comportamento eletti MoVimento 5 Stelle in Parlamento" sottoscritto liberamente da tutti i candidati, al punto Trasparenza è citato: - Votazioni in aula decise a maggioranza dei parlamentari del M5S.
Se qualcuno si fosse sottratto a questo obbligo ha mentito agli elettori, spero ne tragga le dovute conseguenze."

E il popolo 5 Stelle sulla questione di spacca: c'è chi parla di traditori e di dimissioni, di non rispetto della regola democratica delle decisioni prese a maggioranza, e chi invece plaude alla libertà di coscienza dei senatori grillini: "Il rischio era Schifani: Piero Grasso è un'altra cosa". Tra questi ultimi c'è anche il senatore del M5S Francesco Molinari, che da Facebook lancia un messaggio a Grillo: «Meno reazioni isteriche e più fiducia!». «Leggo stamattina il post sul blog di Grillo» sul voto di ieri al Senato. Mi sento di dirgli di stare sereno, non c'è nessun traditore – scrive - Il M5S al Senato è unito: nessuna alleanza, nessuna fiducia. Solo un consiglio a chi ha scritto il post. Studiare le differenze fra Cariche Istituzionali e Ruoli politici non farebbe male».
 «Definire 'esempio dittatorialè il post nel quale Beppe in modo duro (giustamente) invita al rispetto di alcune regole che abbiamo accettato liberamente è una stronzata megagalattica (scusate il turpiloquio ma a volte solo certe parole rendono l’idea)», scrive invece su Facebook il deputato del M5S Alessandro Di Battista.
«Le regole del codice comportamentale io le ho accettate perchè le condivido, non per rimediare una poltrona - sottolinea Di Battista – Si può discutere sulle scelte che vengono prese, per carità (per questo rispetto il pianto dei nostri senatori, per me un pianto bellissimo) ma quel che non si può discutere nel 5 stelle è la sovranità popolare. Noi siamo portavoce e basta e i cittadini devono conoscere per filo e per segno quel che succede nelle Istituzioni».
«E' vero, umanamente c'è differenza tra Grasso e Schifani (per lo meno per me c'è) – aggiunge il deputato – ma c'è molta più differenza tra quel che vogliamo costruire con questo meraviglioso progetto a 5 stelle e quello che invece costruiremo se non verranno rispettate le regole e se ragioneremo con la logica del 'meno peggio". Vi invito sempre a ragionare per processi a lunga gittata e non soltanto per scelte giornaliere. Abbiamo la possibilità di cambiare il mondo ma occorre coraggio e occorre non sottostare ai ricatti dell’emergenza (alla lunga tutte le scelte 'emergenzialì si dimostrano errate perchè tolgono energia alla battaglie di sistema). Errori ne faremo, siamo umani (lo siete anche voi) quindi d’accordo, 'siate duri, ma senza perdere la tenerezzà».

 «Io, tanto intransigente e incazzosa, quando è stato eletto Grasso ho tirato un sospiro di sollievo e dentro di me ho infinitamente ringraziato chi mi ha permesso di rimanere fedele ai miei principi, ma non ha permesso a 'Schifano" di essere eletto presidente del Senato». È la riflessione notturna, affidata a Facebook, di Elisa Bulgarelli, senatrice 'grillinà dell’Emilia-Romagna che sembra far intendere di aver votato scheda bianca, ma col timore che vincesse l’ex presidente del Senato in quota Pdl.
In un altro post, infatti, Bulgarelli, ripercorrendo la giornata di ieri, racconta a proposito della riunione pomeridiana prima del voto di ballottaggio: «Si è aperto un dilemma infinito: rimanere fedeli alla nostra scelta di votare il nostro candidato e quindi non votare nessun altro o votare per il meno peggio». È stato, racconta, «un confronto accesso e travagliato che sembrava aver portato a una decisione unica e condivisa» e «alla fine per rispetto delle persone, al momento di rientrare in aula, si è invece deciso di lasciare libertà di scelta ad ognuno di noi». Tanto da aggiungere in mattinata a proposito della richiesta di dimissioni: «Qui son tutti diventati proprietari del movimento e quindi in grado di indicare chi si deve dimettere. Anche io ho votato M5S e quindi in qualità di 'comproprietariò dico che mi fa piacere aver votato persone che hanno una coscienza. Se a voi non sta bene, fate critiche costruttive e razionali».

Tra i militanti non pochi pongono una questione di trasparenza, come nello stile del M5S. «Possono aver votato anche per il grande puffo, non mi interessa – scrive Dario Verona – ma dov'è il video che documenta la riunione dove si è discusso come votare?».