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Il ristorante di Chichibìo

La Sevra, molto trattoria e un po' di pizza

17 marzo 2013, 15:36

Alle porte di Sala Baganza, ai piedi della salita che porta verso la collina di Maiatico a fianco del Parco dei Boschi di Carrega, si trova la grande casa della «Sevra», trattoria d’antica tradizione e ora anche pizzeria. 

Parcheggio al di là della strada, pochi gradini e all’ingresso, sulla sinistra, lo spazio per il bar, a destra la sala da pranzo col bancone delle pizze e il forno.  Arredamento moderno, tavoli curati, spazio molto luminoso in cui s'aggira un cameriere laconico e dai modi spicci, ma con spiegazioni puntuali quando occorre - ed è quanto basta. 
La carta carta dei vini ha giusta misura rispetto alla lista dei piatti e alla tipologia del locale, è di discreta qualità con scelte dalle regioni italiane, alcune etichette prestigiose, una selezione regionale.
 La cucina, i piatti Cucina tipica del territorio, qualche offerta moderna, porzioni robuste, il piacere di servire salse e intingoli saporosi e misurati, pasta fatta in casa. 
La torta fritta (una «gamella» è scritto sul conto), asciutta e leggera, si mangia da sola, perché rovinerebbe la fragranza del buon prosciutto di media stagionatura; anche culatello Dop, carpaccio d’oca, tortino allo speck o uno spento tortino di patate con salsa tartufata. E questa era la scelta degli antipasti (8-13 euro).
Pasta sottile e lieve, ripieno di ricotta e erbette, nei piccoli tortelli; salsa cremosa di pistacchi dal sapore evanescente a condire i ravioli con un ripieno di radicchio, speck e Montasio.  Poi, sempre tra i primi (8-10 euro),  gnocchi di patate al gorgonzola e pere, tortelli di zucca o di patate con porcini (a anche bis e tris per chi avesse la curiosità d’assaggiare più cose), anolini in brodo, tagliatelle con pasta di salame, risotto alla Verdi con culatello, asparagi e funghi. C'è il filetto di manzo con salsa di porri o la bistecca di Angus per chi vuol restare su cose basiche, altrimenti faraona ripiena di carciofi; trippa alla parmigiana; bollito misto con manzo, testina, cotechino; un buon gulasch all’ungherese con paprika gentile, carne tenera e saporosa, salsa leggera; cinghiale o coniglio in umido con polenta (8-19 euro).
Per finire Torta di mele col gelato, la sbrisolona, il profiterol fatto in casa con panna montata e ricoperto di cioccolato caldo, la crema catalana, la crostata di frutta (3,5-4 euro). 
Lunga lista di pizze, dalle classiche alle più creative (4,5-10,5 euro), servite a pranzo e a cena. 
Bargnolino della casa o digestivo gentilmente offerto. 
Pagherete un pranzo completo di quattro portate circa 40 euro (bevande escluse). Menu non esposto, coperto 2 euro, ingresso con gradini, bagno al primo piano.
Non mancate Gulasch.
Dimenticate Tortino di patate. 
 
 
 
 

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