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Studenti in campo contro il razzismo

17 marzo 2013, 17:14

Enrico Gotti
 Gli studenti si ribellano al razzismo, e danno vita ad una settimana contro ogni forma di discriminazione. Consulta studentesca di Parma, Provincia, Tep e associazioni di volontariato hanno creato un programma di incontri, racconti e filmati, con i giovani come protagonisti, da lunedì 18 a sabato 23 marzo. Partirà anche una campagna di sensibilizzazione sui mezzi del trasporto pubblico. Sugli autobus saranno presenti locandine contro le forme di intolleranza, con l’indicazione di un numero verde al quale segnalare casi di razzismo. «Evidenziamo le forme di discriminazione, per contrapporre valori, per riconoscerci cittadini alla pari - ha detto Marcella Saccani, assessore alle Politiche sociali ieri mattina in Provincia -. È nei momenti di crisi che si è esposti di più all’isolamento e bisogna trovare i fili di coesione di una comunità». «Questo è un tema molto sentito da noi giovani, la diversità è una ricchezza» sintetizza Amedeo Parmigiani, presidente della consulta studentesca. La settimana si apre lunedì 18, con una mattinata di confronto sul razzismo fra gli studenti di tutte le scuole superiori, all’auditorium del Carmine. Il programma, realizzato con il contributo della Regione, continuerà con le assemblee di istituto, il 19 all’Ulivi e il 22 al Romagnosi. «La scuola è il primo luogo in cui avviene la formazione e il confronto, è il luogo in cui la diversità è vista come ricchezza, sviluppo e crescita», commenta Adriano Monica, dell’ufficio scolastico provinciale. Un appuntamento importante è quello del 21 marzo, giornata mondiale contro il razzismo, in cui sarà proiettato all’Ipsia il cortometraggio «Partenze», della regista Marta Mambriani, con le voci e le storie degli studenti di 40 nazionalità diverse.
«E' un lavoro corale, dentro c’è la loro vita» dice Adriano Cappellini, che da preside reggente dell’Ipsia ha sposato l’idea di raccontare la scuola. Il 22 marzo, al centro anziani Il tulipano, in via Marchesi, gli studenti del Bodoni presenteranno il loro lavoro di ricerca sull’emigrazione italiana, sui nonni che sono andati via dall’Italia. «Ci sono tensioni a scuola, che conducono a scaricare la rabbia su un capro espiatorio, si amplificano se non c’è la conoscenza della storia, per questo abbiamo fatto una richiesta sui nostri migranti» spiega la professoressa Andreina Novari. La settimana si chiude sabato 23 marzo, con una giornata dedicata alle donne straniere, al centro di via Bandini, dove alle ore 16, sarà inaugurata la nuova sede dello «spazio donne migranti - Hina».

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