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Adas per la vita, la grande sfida delle donazioni di sangue

19 marzo 2013, 00:21

Adas per la vita, la grande sfida delle donazioni di sangue

 Cristian Calestani 

L’Adas per la vita ha compiuto  10 anni e non è per niente stanca di compiere azioni di solidarietà verso le persone bisognose tramite la donazione del sangue. Il messaggio è stato ripetuto chiaramente sabato scorso  all’Antica grancia benedettina di Sanguigna di Colorno, in occasione della festa sociale alla quale hanno preso parte i rappresentati della ventina di realtà aziendali aderenti all’associazione. 
«C’è stato un lieve calo di donazioni – il bilancio tracciato dalla presidente Sabina Fratantuono – dovuto al fatto che alcune realtà aziendali, come la Salvarani, non sono più operative e pertanto è venuto a mancare il ricambio generazionale. Abbiamo chiuso il 2012   con 32 donazioni e 37 donatori in meno, ma è bene sottolineare l’ottimo apporto dei gruppi Chiesi, Intesa San Paolo e Pignotti».
 Positivi invece i dati su scala provinciale, come confermato dal presidente dell’Adas provinciale Michele Fedi che ha poi invitato i soci dell’Adas per la vita «a coinvolgere amici e parenti per contrastare il calo dovuto alla chiusura di certe realtà aziendali». 
Ma da Fedi è arrivato anche un appello: «Il dono del sangue è un atto responsabile. Nelle scorse settimane un donatore non ha dichiarato il suo viaggio in un paese endemico commettendo un grave errore con il quale ha rischiato di far soffrire ancor di più una persona che già sta male». 
Alla festa sociale ha partecipato anche il dottor Gino Bernuzzi del Centro trasfusionale,  che ha parlato della notevole eccedenza delle sacche 0 positivo e A positivo invitando così i donatori a puntare maggiormente sulle aferesi. 
Al decimo compleanno dell’Adas per la vita non poteva mancare il fondatore Enore Artusi: «In un momento difficile sul piano sociale come l’attuale – ha detto – i donatori sono persone che continuano a fare del bene perché chi dona sangue, dona la vita». Ospite della serata anche  Giancarlo Izzi, direttore dell'Oncoematologia pediatrica dell'ospedale Maggiore,  che ha  sottolineato l’importanza del dono «in una società in cui l’individualismo prevale. Anche negli ospedali stiamo vivendo momenti difficili e l’apporto dei donatori è fondamentale». 
Proprio al reparto diretto  da Izzi l’Adas per la vita ha donato decine di uova pasquali realizzate e decorate dall’Enaip di Parma,  diretto da Giorgio Zani.  Infine  la cerimonia di premiazione con nota di merito per il gruppo Pignotti:   spiccavano Michele Pignotti, Monica Libassi e Andrea Ferrari,  rispettivamente figlio, mamma e zio.  

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