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Economia

Alla ricerca del futuro, i 90 anni della Stazione delle conserve

18 marzo 2013, 20:23

Alla ricerca del futuro, i 90 anni della Stazione delle conserve

 La storia raccolta in queste duecentoquindici pagine, composte di testi e fotografie, è la testimonianza di un territorio attivo, capace di confrontarsi con le novità in fatto di agroalimentare e tecnologia specifica. Una storia lunga novant’anni che celebra il compleanno con il volume «Alla ricerca del futuro. I novant’anni della Stazione Sperimentale per l’Industria delle Conserve Alimentari». Un libro per tanti aspetti coinvolgente poiché oltre alla tecnica, racconta di personalità che hanno reso forte l’agro-alimentare, di strutture e di lavoro, di terre coltivate e di scienza, di un utilizzo delle eccellenze realizzate a livello nazionale.

La SSICA era nata da un’intuizione del Presidente della Camera di Commercio Romano Righi Riva per volontà comune delle istituzioni locali, dei proprietari terrieri e degli industriali parmigiani nel 1922 ed aveva visto firmare il primo verbale del consiglio di amministrazione il 12 maggio 1923 ma fonda le sue ragioni sul finire del XIX secolo, quando alla millenaria attività di preparazione di salumi e insaccati collegata alla produzione del formaggio Parmigiano, si affianca la lavorazione dello zucchero, estratto dalla barbabietola, del pomodoro «conservato» e della pasta. La Regia Stazione Sperimentale delle Conserve poggia le sue basi su questi prodotti del territorio per aprirsi su prospettive nazionali.
Un passo indietro nella storia riporta al tempo dell’Unità nazionale e ad una agricoltura parmense in forte stato di arretratezza. Grazie all’istituzione della Cattedra ambulante di agricoltura (1892) e alla nascita del Consorzio agrario, uno dei primi in Italia, nel 1893, guidati dall’agronomo Antonio Bizzozero, vengono introdotti nuovi metodi e corrette pratiche di lavoro che portano ad una valorizzazione dei prodotti tipici.
In questo contesto, rivolta al servizio scientifico dell’industria ormai nata, la Regia Stazione Sperimentale delle Conserve, è fondata a Parma per iniziativa di Camera di Commercio, Comune, Provincia, Consorzio Industriali, Cassa di Risparmio, Banca dell’Associazione agraria e grazie all’appoggio dell’onorevole Giuseppe Micheli e del professor Antonio Bizzozero, che ne fu il secondo Presidente. L’attività scientifica e tecnica, nonostante i problemi finanziari, non si è mai arrestata ed i servizi della Stazione si rivelano in quel periodo più che mai utili all’industria conserviera, i cui problemi di carattere igienico provocano gravi danni economici. Il commercio e l’esportazione delle conserve italiane all’estero, in particolare negli Stati Uniti, avviene tra molte difficoltà. La legge americana è molto rigorosa nella tutela della salute del consumatore e richiede ai fabbricanti italiani di adeguarsi alle norme americane. In un simile contesto il ruolo di un organismo di controllo e di tutela dei prodotti è più che mai necessario e la Regia Stazione diventa punto di riferimento per le industrie del settore.
Nel suo primo periodo di vita, dal 1922 al 1952, la Regia Stazione è un vanto per l’Italia e soprattutto per Parma e si pone l’obiettivo di trasformare la tecnologia alimentare in vera e propria scienza per arrivare a risolvere definitivamente il problema della sicurezza dei prodotti.Dagli anni del dopoguerra agli anni Novanta del Novecento si assisterà poi al rilancio dell’Istituto e della sua massima affermazione e prestigio in sede nazionale e internazionale. Nel 1999 si assiste a due importanti novità: l’entrata in funzione del nuovo modernissimo reparto di microbiologia e la riforma sulla base del nuovo inquadramento. La Stazione verrà infatti trasformata in ente pubblico economico e nel 2010 in azienda speciale della Camera di Commercio di Parma, quasi un ritorno alle origini poiché nel lontano 1919 la Camera di Commercio era stata protagonista del Comitato promotore per l’istituenda Stazione sperimentale. Ora ne raccoglie l’eredità per affrontare le sfide del futuro.
 
I LUOGHI
Era durata alcuni anni la laboriosa ricerca di una sede per la Regia Stazione ed il suo completamento avviene in varie tappe.A Barriera Saffi, tra il viale di circonvallazione e via Toscana, in quegli anni si trovano i capannoni dell’Officina Callegari, azienda metallurgica che produce locomotori e materiale ferroviario.
Terminato il primo conflitto mondiale, nel 1923 l’azienda deve chiudere i battenti e proprio in quei vasti ambienti si intravede la possibilità di installare la Stazione Sperimentale. Il consiglio di amministrazione provvede all’acquisto delle officine ed avvia una trattativa col Comune per un permuta di terreni adiacenti. Dopo varie vicende si abbandona l’idea di una nuova costruzione per la ristrutturazione degli immobili esistenti. Oggi, a seguito di ampliamenti e ricostruzioni, il complesso è costituito da uffici e biblioteche, un’aula convegni, laboratori dei vari settori - sicurezza alimentare e imballaggi, vegetali, microbiologia, carni cotte e crude, ambiente – impianti tecnologici – vegetali, carni e ittici – magazzini, divisi da ampi spazi verdi.
 
 
LE PERSONE
Ogni istituzione risente in forma diretta dell’apporto degli uomini che nel tempo la guidano e ne orientano l’attività. La stessa attività scientifica e di forte innovazione tecnologica propria della Stazione Sperimentale si basa principalmente sul carattere e sulle competenze delle persone che la guidano e ne animano i laboratori.
L’elenco in novant’anni è ricco di voci e va dal primo presidente, Romano Righi Riva all’attuale Andrea Zanlari. Entrambi presidenti della Camera di Commercio rivestono il doppio ruolo con professionalità, passione ed orientamenti che guardano al futuro.Fra i direttori, su due figure in particolare è utile soffermarsi: il primo direttore, l’ingegner Francesco Emanuele, che guidò la Stazione Sperimentale dal 1925 al 1952 ed il secondo, Rolando Cultrera, direttore dal 1952 al 1970 e presidente dal 1952 al 1983, ai quali nel 2010 sono state intitolate due strade nella zona di Vicofertile. Il resto è storia recente.
Francesco Emanuele è ricordato come l’ideatore di una macchina «separasemi» per la lavorazione del pomodoro, che mai brevettò per favorirne la rapida diffusione. Inoltre è sua la volontà di creare una Mostra delle Conserve, luogo privilegiato per l’incontro e lo scambio delle esperienze più avanzate sia sul versante tecnologico che alimentare. Il decreto di costituzione della Mostra viene pubblicato il 15 maggio 1939 mentre il Comune di Parma per le manifestazioni mette a disposizione l’area nord del Parco Ducale, dotandolo di padiglioni fieristici. La prima Mostra delle Conserve Alimentari si tiene dal 1° al 20 settembre del 1942, prima esperienza di una serie di appuntamenti e proposte fieristiche legate all’agroalimentare che costituiscono uno straordinario palcoscenico per l’industria alimentare italiana e che proseguono ancor oggi alle Fiere di Parma. Rolando Cultrera sarà direttore nel dopoguerra, negli anni di maggior affermazione della Stazione Sperimentale. A distanza di cinque anni dall’inizio del suo mandato, il 1952, la Stazione si presenta completamente rinnovata non solo nelle strutture ma anche nello spirito di iniziativa dei tecnici e del personale in genere, con occhio attento al futuro.
Una parola, questa, che sempre ricorre nella storia della Stazione e che ha permesso di scrivere le pagine del volume e di dar loro il titolo «Alla ricerca del futuro», perché solo guardando avanti con lungimiranza la Stazione mantiene intatta la missione che le fu affidata il giorno della sua costituzione, il 2 luglio 1922.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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