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Provincia-Emilia

Fahrenheit 451, una nuova sede per invogliare a leggere

18 marzo 2013, 23:25

Fahrenheit 451, una nuova sede per invogliare a leggere

 Gian Franco Carletti

Il gruppo di lettura Fahrenheit 451 ha la sua nuova sede, messa a disposizione dall’amministrazione comunale nella dependance di villa Soragna,  negli spari che in precedenza erano occupati dall’ufficio cultura del comune. 
Dividerà i locali con l’associazione «Bomba di Riso»: i due sodalizi li utiizzeranno in tempi diversi.  
«L’amministrazione comunale – ha detto il vice sindaco Maristella Galli durante l’inaugurazione – è contenta di poter dare questa sede ad un’associazione nata con tranquillità, piano piano e con un atteggiamento positivo. Fahrenheit 451 si occupa di letture e riflessioni su libri e propone nuovi scrittori rendendo Collecchio ancora più vivace dal punto di vista culturale». 
Significativo in tal senso diventa la vicinanza con la biblioteca comunale situata nella vicina Villa Soragna.  
Durante l'inaugurazione, nella sala lettura della biblioteca comunale,è stato presentato il libro di poesie «Volevo le scarpe rosse» di Loredana Villani, che tra l’altro è aderente a Fahrenheit 451. L’autrice è stata presentata da Rosanna Dughetti che ha anche espresso un suo ricordo personale. 
«L’ho conosciuta – ha detto – alcuni anni fa. Mi ha aiutato ad apprezzare la poesia e ne ho scoperto le sue parti più profonde». Quindi Loredana Villani è entrata nel vivo della sua produzione poetica: «il poeta elabora con le sue parole la sua vita, ma la sua vita può essere paragonabile alla vita di altri e deve anche avere la capacità di mettere le parole giuste al posto giusto». 
Ha poi affermato che nelle poesie è solita usare molto le metafore: «scrivo solitamente in cucina, perché vivo molto in quell’ambiente. Amo cucinare, mi stimola la creazione». 
L’evento dell’inaugurazione è vissuto anche su due momenti assai significativi animati dall’attrice Rosanna Varoli e da Francesca Ferrari. Rosanna Varoli ha interpretato, in maniera assai coinvolgente, alcune poesie tratte dal libro «Volevo le scarpe rosse» concludendo proprio con quella che ha dato il titolo alla pubblicazione. 
Le scarpe, che figurano anche in altre due poesie di Loredana Villani, vengono definite alte, scomode e rosse come il sangue.  
Francesca Ferrari invece ha intrattenuto i presenti suonando la tiorba, uno strumento musicale risalente alla fine del cinquecento utilizzato per interpretare musica barocca. Un tuffo nel passato mirabilmente interpretato eseguendo brani di due importanti autori quali Kapsberger e Piccinini: Francesca Ferrari ha eseguito alcuni assoli e ha accompagnato deliziosamente la lettura di alcune poesie.