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Quartieri-Frazioni

Jeep vecchie di settant'anni: la gioia di rimetterle a nuovo

19 marzo 2013, 00:22

VIGATTO

Margherita Portelli
Più che un restauratore, ama definirsi un intenditore. Francesco Putorti, 68enne presidente dell’associazione storico culturale di veicoli militari d’epoca «34^Red Bull», potrebbe parlare di scocche e motori per ore: profondo conoscitore dei mezzi che – letteralmente – hanno fatto la storia, l’appassionato di veicoli da guerra conosce a menadito anche tutte le vicende belliche che hanno toccato l’Europa, e non solo, nel Novecento. Nel magazzino di autoricambi dove ha lavorato per decenni, su strada Martinella in direzione Alberi, conserva qualche immagine dei mezzi a cui ha dedicato mesi o anni della sua vita. Una la tira fuori anche dal portafoglio: fra le foto dei figli, quella dell’autoblindo. «Tutto cominciò nel ’94, quando mi comprai una Jeep Willys M38 per andare sui monti – racconta con pazienza -. Poco dopo seguì un brutto incidente, ma invece di scoraggiarmi, approfittai dei 50 giorni di degenza per leggere, documentarmi, e, inevitabilmente, appassionarmi». Così andò a finire che il suo mezzo lo rimise a nuovo, e poi ne comprò un altro «Un Mb del ’44 – ricorda -. E poi un mezzo del ’43. Iniziai ad intendermene parecchio, e a seguire il restauro dei veicoli di amici appassionati. Da allora avrò offerto la mia consulenza per la messa a nuovo di 20 mezzi». Macchine che hanno 70 anni, ma anche veicoli postbellici, che hanno fatto la guerra di Corea o il Vietnam. «Ci possono volere anni per restaurare questo tipo di mezzi – aggiunge Putorti -, e l’investimento è impegnativo».Fu insieme ad altri appassionati come lui che, nel 2007, Putorti diede vita all’associazione «Gotico Tosco-Emiliana», poi sciolta nel 2010 per problemi con il club a cui faceva capo. Nel 2011 nacque così la «34^Red Bull», che oggi raduna circa 110 iscritti, per una sessantina di mezzi in totale. «Era il 26 aprile del 1945 quando a Parma entrò la 34th Infantry division americana «Red Bull», tra una folla festante e finalmente libera – racconta il presidente -. Proprio per questo abbiamo voluto chiamare così l’associazione, che oggi organizza raduni, rievocazioni storiche e cerimonie istituzionali». Pochi mesi fa, inoltre, la «34^» si è unita ad altre tre associazioni di appassionati di veicoli storici, per dare vita al gruppo «Avs Parma». «Il mio sogno è che la centralità geografica della nostra città, e l’abbondante presenza di associazioni e appassionati, la possa rendere uno fra i maggiori centri d’interesse del Nord Italia per quanto riguarda i mezzi militari storici» conclude il presidente. 
 

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