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Provincia-Emilia

Parco eolico Cisa-Cirone, il "no" degli ambientalisti

18 marzo 2013, 21:27

Parco eolico Cisa-Cirone, il

Mattia Monacchia

«Un parco eolico sul crinale Cisa-Cirone? No grazie!». E’ questa  la risposta degli ambientalisti al progetto di una multinazionale svizzera per produrre energia pulita sfruttando il vento della linea montana che delimita i territori di Berceto, Pontremoli e Corniglio. Gli ambientalisti dell’Appennino hanno fatto sentire la loro voce durante l’incontro che si è tenuto sabato  nella sala «Gordon Lett» del municipio di Pontremoli, nel cui territorio verrebbero costruite le le pale eoliche, anche se l’impatto ricadrebbe pesantemente anche nel suolo bercetese e cornigliese. Il convegno, moderato dal borgotarese Ivano Vignali, è stato organizzato da diverse associazioni: «La Luna sul Monte», «Farfalle in Cammino», «Lipu» di La Spezia, «Italia Nostra», «Gruppo Ametista per l’ambiente» di Borgotaro», il «Cai» di Pontremoli aderente alla sezione di Parma, la «Rete della Resistenza sui Crinali», il «Comitato Interregionale Salvaguardia Appennino Tosco-Emiliano-Ligure», «L’EcoValtaroForum», la sezione di Parma del «Wwf», l’«Associazione civiltà lunigianese», e la «Società Cooperativa Alto Appennino».  I rischi sottolineati sono stati, tra gli altri, instabilità geologica e franosità del crinale, rischio estinzione di specie rare di uccelli, impatto paesaggistico devastante, compromissione delle testimonianza storico-archeologiche, conseguenze per la salute umana. Sono intervenuti: il geologo Paolo Gabriele, il professor Almo Farina, l’architetto Luca Nespolo, il professor Luciano Preti, il dottor Antoine Fratini, il geografo Alessandro Mengozzi, l’ingegner Benedetto Americani, il dottor Giuseppe Miserotti e molti altri rappresentanti di associazioni. Sul tema dell’eolico nel crinale Cisa-Cirone, si era già espressa l’amministrazione provinciale di Parma per voce di Gabriella Meo, che aveva sottolineato come il progetto sia la riproposizione nel versante toscano dell’analogo progetto bocciato in precedenza dall’ente parmigiano.