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Spettacoli

Salsi, debutto con Muti: "Si entra nel vivo di Verdi"

18 marzo 2013, 22:32

Elena Formica

«Il cast allineava quanto di meglio oggi offre il mercato, con protagonista il baritono Luca Salsi, uno dei  migliori baritoni della  sua  generazione». E ancora: «Magnifici la prima aria  (“O vecchio cor”), il duetto con  Lucrezia  Contarini, il  finale  dell’opera». Si è espresso così Enrico Stinchelli, critico tra i più attesi, amati, temuti, a proposito del baritono parmigiano Luca Salsi che in questi giorni, interpretando il ruolo del doge nei Due Foscari al Teatro dell’Opera di Roma, ha debuttato sotto la direzione di Riccardo Muti. Per la cronaca: nel ruolo di Jacopo Foscari il tenore Francesco Meli; il soprano Tatiana Serjan era Lucrezia Contarini. Regia di Werner Herzog. «Lavorare con il Maestro Muti - ha detto Luca Salsi, raggiunto per telefono alla vigilia della sesta recita - significa entrare nel vivo della scrittura verdiana e costruire il personaggio, le relazioni con gli altri protagonisti e, di fatto, l’intero tessuto drammaturgico avendo come punto di riferimento assoluto il testo di Verdi, dal quale Muti estrae ogni aspetto della propria visione dell’opera. Diretti da Muti, ci si trova così pienamente ispirati dal testo musicale che l’interpretazione scenica viene da sé, perché il personaggio è già tutto nella musica di Verdi, perfettamente delineato in essa. Considero questo mio debutto con il Maestro Muti un’esperienza forte, determinante. E certo anche estremamente impegnativa, perché con Muti si è chiamati a riflettere in profondità sui contenuti, sui dettagli tutti del testo verdiano, per capire così come rispondere alle esigenze musicali di un direttore carismatico che è capace di farti vedere ciò che prima ti era difficile vedere. E’ un grande lavoro, le prove sono intense, quotidiane. Il risultato è che alla fine, in scena, tutto diventa magicamente naturale, sensato, immediato».
Il baritono di San Secondo aveva già interpretato il ruolo del doge nei Due Foscari andati in scena al Teatro Verdi di Trieste nel 2011. Sul podio Renato Palumbo. «Sì - ricorda Salsi - avevo già affrontato il ruolo di Francesco Foscari con Renato Palumbo, un direttore di tempra, con cui amo molto lavorare. Con lui ho debuttato nell’ultimo anno importanti ruoli verdiani: Don Carlo di Vargas nella Forza del destino al Colón di Buenos Aires e al Liceu di Barcellona, quindi il Conte di Luna nel Trovatore al Teatro Comunale di Bologna». Fitta l’agenda di Salsi per i prossimi mesi. Imminente la trasferta in Costa Azzurra per l’inaugurazione, in aprile, del Nouveau Théâtre d’Antibes, dove il baritono sarà impegnato come Giorgio Germont in Traviata. Poi La Bohème al Concertgebouw di Amsterdam e Macbeth al Maggio Musicale Fiorentino (direttore James Conlon, regia di Graham Vick); Nabucco, ancora con Riccardo Muti, all’Opera di Roma; La forza del destino alla Washington National Opera e Adriana Lecouvreur all’Abao di Bilbao; Luisa Miller all’Opéra de Lausanne e La Bohème al Metropolitan di New York.

[foto Silvia Lelli ® Teatro dell'Opera di Roma]