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Economia

Amministratore di sostegno

19 marzo 2013, 15:52

Amministratore di sostegno

Mia sorella, coniugata con un figlio in tenera età, in seguito a un incidente stradale, è stata in coma per diversi mesi e ora ha notevoli problemi neurologici che non le permettono  di essere autosufficiente. Come possono  essere sostenute e tutelate queste situazioni?
A.M., Parma

Carlo Padovani

Alla situazione rappresentata possono essere applicate due possibilità: la prima, di natura economica, è la presentazione di una domanda diretta ad ottenere l’indennità di accompagnamento e la seconda è quella della nomina di un amministratore di sostegno al fine di tutelare, con la minore limitazione possibile della capacità di agire, la persona colpita da una malattia che le impedisce di fatto di provvedere ai propri interessi e di gestire in modo autonomo la propria esistenza.
La richiesta dell’indennità di accompagnamento deve essere presentata esclusivamente in via telematica, previo invio di un certificato medico che attesti l’impossibilità della persona a deambulare senza l’aiuto permanente di un accompagnatore oppure la necessità di assistenza continua non essendo in grado di compiere gli atti quotidiani della vita. L’indennità è incumulabile, non è reversibile e decorre dal 1° giorno del mese successivo a quello di presentazione della domanda.
Amministratore di sostegno Il ricorso poi all’Istituto dell’Amministratore di sostegno è una forma di tutela e sostegno alla persona costituita sulla base di bisogni specifici originati da infermità, menomazioni fisiche o psichiche, disabilità, tossicodipendenza, cecità, malattie terminali. La novità principale di questa figura, istituita con la legge n. 6 del 9 gennaio 2004, è l’aspetto della centralità della persona, per cui tutte le attività svolte dall’Amministratore di sostegno hanno come obiettivo primario la cura della persona stessa. Pertanto, lo svolgimento della funzione di Amministratore non richiede solo competenze amministrative, ma anche attenzione agli aspetti relazionali e sociali della vita della persona che viene assistita.
La richiesta di nomina dell’Amministratore di sostegno deve essere fatta in forma di ricorso e va presentata all’Ufficio del Giudice Tutelare del Tribunale dove il beneficiario risiede e  può essere presentato oltre che dall’interessato anche dai soggetti di cui all’art. 417 c.c.: coniuge, parenti entro il quarto grado in linea retta e collaterale, affini entro il secondo grado, o da persona stabilmente convivente oppure dai responsabili dei servizi sanitari e sociali direttamente impegnati nella cura e assistenza della persona in questione.
Inoltre, qualunque persona che sia a conoscenza di situazioni di grave rischio ai danni di soggetti deboli ha la facoltà di segnalare i fatti ai servizi territoriali.
E’ molto importante indicare nella richiesta al Giudice, oltre ai problemi fisici e/o psichici, gli aspetti patrimoniali per consentire una valutazione appropriata della specifica situazione.
Niente oneri  Il procedimento non comporta oneri e spese a carico del ricorrente e non è necessario il patrocinio di un avvocato. L’Amministratore di sostegno è quindi uno strumento istituito a tutela di coloro che, pur avendo difficoltà nel provvedere ai propri interessi, non necessitano di ricorrere all’interdizione o all’inabilitazione.
 Dopo la nomina da parte del Giudice Tutelare l’Amministratore di sostegno presta  il giuramento di svolgere il proprio incarico con fedeltà e diligenza nei termini e nei modi stabiliti  senza limitarsi alla gestione finanziaria e patrimoniale ma con l’obbligo di considerare tutti gli aspetti della vita della persona con particolare riguardo alle opportunità che il beneficiario può usufruire sul territorio fra cui l’aiuto delle associazioni di volontariato e delle cooperative sociali.
Nell’ipotesi, poi, che nell’esercizio dell’Amministrazione di sostegno sorgano divergenze o difficoltà, queste dovranno essere immediatamente rappresentate al Giudice Tutelare che, effettuati gli opportuni accertamenti, adotterà quei provvedimenti necessari alla risoluzione del caso, compresa, ove ne ricorrano i presupposti, la revoca dell’incarico con la sostituzione dell’Amministratore di Sostegno stesso.