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Parma

Millecolori su Pai e Ponte Nord

19 marzo 2013, 18:04

Millecolori su Pai e Ponte Nord

COMUNICATO

Abbiamo già fatto riferimento nel manifesto di Millecolori alla mancanza di una progettualità dell’Amministrazione Comunale, in particolare a riguardo delle numerose opere di dubbia utilità, in parte incompiute, promosse dalla precedente Giunta Vignali e anche dall’ultima Giunta Ubaldi. Tra queste, il posto d’onore è certamente occupato dal Ponte Nord, oggi terminato nella sua parte viabilistica e nel suo scheletro volumetrico, ma privo di ogni funzione.
E’ opportuno ricordare che il ponte, come struttura viaria,è stato finanziato dallo Stato nell’ambito delle opere connesse all’insediamento dell’EFSA, per circa 28 milioni di Euro, ma tali finanziamenti ovviamente non coprono i costi connessi alla sistemazione del volume adiacente la strada, che si sviluppa su due livelli superiori al piano di transito.
Il costo stimato per il completamento di questi spazi con impiantistica ed attrezzature interne, senza particolare riferimenti agli specifici usi, è stato dichiarato essere di circa 3,6 milioni di Euro, tutti a carico del Comune, al netto delle chiusure esterne (800mila Euro) già finanziate ed appaltate.
La problematica delle funzioni insediabili è poi aggravata dal fatto che la Regione, Ente competente per la tutela ambientale dei corsi d’acqua, ha precisato già all’epoca della redazione del primo progetto (“gli scatoloni”) che in tali volumi non sarebbe stato possibile insediare “funzioni di tipo urbano”, in forza delle limitazioni imposte dagli artt. 17 e18 del Piano Paesistico Regionale.
Nonostante la piena conoscenza di questa limitazione, peraltro estremamente generica, prima l’Amministrazione Ubaldi, poi quella Vignali hanno portato avanti il progetto senza alcuna remora, consegnando prima al Commissario, quindi ai Grillini un contenitore senza alcun contenuto nemmeno potenziale.
L’attuale Amministrazione, dopo avere richiesto la realizzazione di una pista ciclabile con qualche problema di funzionalità (in quanto posta a nord del volume del ponte e quindi sempre in ombra) e avere inscenato una pubblica cerimonia di non-inaugurazione, brancola nel buio, sia rispetto alle funzionalità compatibili con i vincoli normativi, sia rispetto al reperimento dei fondi necessari al completamento.
In questo vuoto di idee e di progettualità, vogliamo avanzare una proposta che, ricollegandosi al tema della rivoluzione digitale a Parma, potrebbe trasformare un’opera incompiuta in una grande opportunità per la nostra città.
Il Ponte Nord potrebbe essere la collocazione idonea per una piazza digitale, un luogo ove sia possibile usufruire di connessioni super veloci e supporti condivisi, per incentivare tutte quelle iniziative che potenzialmente possono rappresentare una delle migliori prospettive per coloro che sono alla ricerca di opportunità di lavoro, giovani e non più giovani.
Quanto questa idea possa essere concreta e non velleitaria è possibile verificarlo visitando tech city di Londra dove nascono realtà come Google Campus.
Dal punto di vista normativo, questo progetto non rappresenterebbe certamente una “funzione di tipo urbano”, ma un polo di servizio e formazione di uso pubblico, nell’ambito del quale le iniziative private potrebbero avere solo carattere complementare, con l’insediamento di servizi quali bar e libreria multimediale.
Anche gli Enti preposti alla tutela dei corsi idrici (Regione, Provincia, AIPO) potrebbero leggere in tale uso una funzione di pubblica utilità, in un certo senso anche infrastrutturale, che possa essere compatibile con i limiti di cui agli artt. 17 e18 del Piano Paesistico Regionale
Non appare utile infatti ricercare escamotages normativi per superare vincoli ambientali (in linea generale sempre condivisibili), ma piuttosto attivare un ragionamento collaborativo con tutti gli Enti coinvolti, la cui ultima funzione è sempre quella di salvaguardare il pubblico interesse, anche rispetto a scelte sciagurate del passato e ad inerzie nel presente.
E’ chiaro però che tale ragionamento collaborativo richiederebbe una capacità di coesione e una disponibilità al dialogo che al momento non sembrano essere tra le caratteristiche peculiari del Sindaco e dei suoi Assessori, che al di là di alcune operazioni di facciata non sembrano avere attivato alcuna azione concreta in merito.
Appare ormai chiaro che l’unica strada legittimamente percorribile è quella della deroga a livello ministeriale, e laddove questa proposta di uso di interesse pubblico fosse fatta propria dall’Amministrazione, saremo più che disponibili a collaborare nei limiti delle nostre competenze.
Giovanni Borrini

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