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Parma

Nelli Feroci: "Rigore e crescita per uscire dalla crisi economica"

19 marzo 2013, 21:30

Nelli Feroci:

Luca Molinari

Equilibrio tra rigore di bilancio e sostegno alla crescita. E’ questa la chiave di volta per far uscire l’Europa dalla crisi. L’ambasciatore Ferdinando Nelli Feroci, rappresentante permanente dell’Italia all’Unione Europea è chiaro: «le regole vanno rispettate, ma bisogna creare le condizioni per far ripartire l’economia reale». Importante inoltre recuperare la fiducia dei cittadini. «Quanto è avvenuto in Italia durante le recenti elezioni deve far riflettere -  rimarca - bisogna recuperare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni, altrimenti il progetto europeo rimarrà in una situazione di crisi profonda». Durante la sua Lectio Magistralis a Palazzo Soragna, davanti agli studenti del Collegio Europeo, l’ambasciatore pone l’accento sul tema «La crisi finanziaria e la riforma della governance economica in Europa». Introdotto dal direttore dell’Unione parmense industriali Cesare Azzali, presidente della Fondazione Collegio Europeo, Nelli Feroci ripercorre le tante decisioni delicate adottate in questi mesi da Bruxelles, soffermandosi anche sulla crisi di Cipro. «Cipro – spiega – è il quinto Paese europeo che chiede assistenza dopo Grecia, Portogallo, Irlanda e Spagna. I problemi di Cipro sono legate al sistema bancario, ma gli strumenti d’assistenza messi in campo per i paesi in difficoltà sono efficaci». L’ambasciatore invita quindi ad avere fiducia nel futuro, nonostante la difficile situazione attuale. «Ce la stiamo mettendo tutta per uscire dalla crisi al più presto - dichiara -  e favorire la crescita. Per recuperare competitività e fiducia nei mercati serve una nuova governance economica». In particolare, per risolvere la crisi a livello europeo si è operato in cinque direzioni. «In primis -  osserva Nelli Feroci -  nel rafforzamento degli strumenti di controllo e disciplina dei bilanci degli stati membri. In secondo luogo con la creazione di fondi monetari europei. Sono stati inoltre rafforzati gli strumenti di coordinamento delle politiche economiche e di bilancio. Abbiamo poi ridefinito le «regole del gioco» dei mercati e dei servizi finanziari. C’è stato infine il tentativo di definire un’agenda europea della crescita».
In buona sostanza, sono state gettate le basi per un’unione fiscale, bancaria ed economica europea. Molto però rimane ancora da fare. Soprattutto per quanto riguarda la fiducia tra i Paese membri e in particolare tra «paese creditori del nord e debitori del sud -  prosegue l’ambasciatore -  Il rispetto delle regole vale per tutti, ma si ha l’impressione che i paesi creditori del nord pensino che gli altri stati debbano essere puniti. La crisi ha fatto emergere delle divergenze che finora erano rimaste nascoste». Una sfiducia che si aggiunge a quella dei cittadini nelle istituzioni e alla necessità di «offrire incentivi e aiuti comunitari, senza limitarsi a dettare nuove regole da rispettare». Numerose infine le domande rivolte a Nelli Feroci dagli studenti del Collegio europeo.