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Parma

Smaltimento illecito, tre denunciati

19 marzo 2013, 16:29

Uno scavo vicino alla Parma, camion e ruspe in azione, uno strano «movimento» di rifiuti da cantiere. Un mix di elementi sospetti che ha portato alcuni cittadini a chiamare la Forestale. Sospetti fondati per gli uomini del 1515 che, dopo una serie di indagini, hanno denunciato tre persone per smaltimento illecito di rifiuti, sequestrato l’area del fattaccio e alcuni mezzi impiegati nel tentativo di eclissare il materiale. Tutto è successo alcuni giorni fa a Vigatto. E’ stato allora che al centralino della Forestale è arrivata la segnalazione: secondo il racconto di chi stava dall’altra parte del filo, sulla sponda sinistra della Parma qualcuno stava sotterrando una grossa quantità di rifiuti da demolizione. Una volta arrivati a Vigatto, in un’area vicina a un deposito di materiale edile a pochi metri dall’alveo, gli agenti hanno trovato un escavatore, un «cratere» nel terreno e un camion con rifiuti caricati da poco sul cassone. I lavori sono stati subito stoppati, mentre le indagini hanno preso il via. Secondo la ricostruzione degli uomini del 1515, lo scavo, di oltre 120 metri cubi, sarebbe stato realizzato quella stessa mattina con l’intenzione di far sparire diversi metri cubi di scarti provenienti da cantieri, in precedenza accumulati nell’area di deposito. Sempre in base a quanto accertato dalla Forestale, una volta scavata la fossa, un camion vi avrebbe scaricato i rifiuti e sarebbe iniziata l’operazione di ricopertura. Il diavolo, però, fa le pentole ma non i coperchi. Perché è a quel punto che alcuni cittadini si sono accorti di quanto stava succedendo, facendo scattare l’allarme. Allarme che, a sua volta, non è passato inosservato, costringendo i probabili autori della discarica abusiva a tentare in extremis di eliminare le prove chiamando in tutta fretta un camion autorizzato alla raccolta dei rifiuti. Lo stesso che i Forestali, arrivati da lì a poco, hanno trovato col cassone già carico del «corpo del reato». Tre le persone denunciate, ovvero il responsabile della ditta che aveva commissionato i lavori, l’operaio alla guida dell’escavatore e il camionista che si era occupato dello scarico del materiale. Smaltimento illecito di rifiuti e opere eseguite in assenza di autorizzazione in area sottoposta a vincolo paesaggistico: questi i reati contestati. E’ inoltre stata sequestrata l’area, mentre sono stati posti i sigilli anche all’escavatore impiegato per realizzare la fossa e al cassone contenente i rifiuti. Rifiuti (legna, plastica, cartelloni) che non dovrebbero essere pericolosi, anche se sono previsti accertamenti dell’Arpa. Un plauso ai cittadini che hanno segnalato quanto stava succedendo arriva da Pier Luigi Fedele, comandante provinciale della Forestale, nel ricordare come lo smaltimento illegale dei rifiuti possa causare parecchi problemi alla salute e all’ecosistema, in particolare quando avviene in prossimità delle falde. I. M.