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Provincia-Emilia

"No alla centrale di Cozzano": Langhirano sceglie l'ambiente

20 marzo 2013, 20:33

Giulia Coruzzi

Una sala gremita, come ogni consiglio comunale richiederebbe. La seduta di lunedì sera ha visto Langhirano finalmente partecipe della vita amministrativa. Come non accadeva da tempo. 
Vuoi perché sul tavolo dei confronti c'erano interpellanze sul tanto discusso cogeneratore di Cozzano, vuoi perché quando gli argomenti arrivano alle strette improvvisamente si sente l’urgenza di essere informati. Dopo un’abbondante discussione che ha visto coinvolte tutte le forze politiche, ad assere approvata è stata una serie di varianti al Rue tra cui un articolo in particolare, il 96.9, che rende inequivocabile la presa di posizione cautelativa nei confronti della realizzazione di impianti di cogenerazione.
 Il sindaco Stefano Bovis ha illustrato la situazione ripercorrendone le tappe. «La richiesta di realizzazione del cogeneratore è giunta da due privati. Il progetto prevederebbe un impianto di trasformazione delle sostanze di scarto dei due prosciuttifici in energia. Il che significa: ossa, cotiche, grasso e tutto ciò che dal processo produttivo viene eliminato verrebbero trasformati in farine destinate a tornare sul mercato e a grassi che verrebbero utilizzati come combustibile per le stesse aziende. Questo tipo di impianto, sostenuto da diversi enti e istituzioni, compresa la Comunità europea otterrebbe anche agevolazioni. Ma servono cautele. Il punto qual è? Che il nostro è un territorio di tutela del prodotto tipico e dobbiamo salvaguardarlo. Per questo proponiamo e votiamo una variante al Rue che ci serve per impedire la realizzazione di impianti simili offrendoci così tempo per riflettere sulla soluzione più giusta per tutti, in primis per i cittadini». 
Ciò che sottende la scelta dell’amministrazione è la volontà di garantire gli approfondimenti necessari su una tipologia di impianti ancora troppo poco diffusa. «Siamo alle porte di un parco nazionale, in una terra di produzioni tipiche – ha sottolineato l’assessore alla Scuola e alla Cultura Lara Albanese -. Vanno tenuti in considerazioni anche gli impatti sull'ambiente e sul turismo. Questi impianti bruciano carni conservate e salate. È necessario uno studio... non si possono fare statistiche su un sistema così poco diffuso. Il cogeneratore si approverà solo se potremo garantire ai nostri cittadini che è sicuro da tutti i punti di vista». 
Tutte le minoranze presenti si sono astenute dal voto. Ad esempio Andrea Costi di Centrodestra langhiranese: «La giunta sapeva di questa richiesta da novembre e ci troviamo a parlarne adesso. Era bene fare incontri con la cittadinanza, avere possibilità di confronto. Il parlamento europeo incentiva la produzione di energia da biomasse. Bloccare questi impianti a priori significa avere paura. E non è bene governare con la paura; bisogna governare con la coscienza». Ma la considerazione non è piaciuta all’assessore all’Urbanistica Marco Contini: «I cittadini chiedono agli amministratori di governare con la testa, non con la coscienza! E’ nostro dovere chiedere pareri agli enti preposti, approfondire il più possibile la questione e stilare un Piano sulle energie alternative che insista su tre fonti: acqua, vento e sole». Voto di astensione anche per la Lega Nord: «Il nostro voto è di astensione perché la maggioranza si é ridotta all’ultimo momento a decidere sulla questione. Non siamo né favorevoli né contrari a prescindere; per poter valutare bene vorremmo venissero fatti maggiori studi a riguardo. La variante al Rue però chiude troppo». Su questa «chiusura» ha espresso lo stesso timore anche Claudio Riani di Esperienza e futuro per Langhirano: «Sono d’accordo nel dire che l’energia alternativa deve essere prodotta nei modi giusti nei luoghi giusti. Ma temo che questa variante ci si ritorcerà contro». E’ stato il primo cittadino a tirare le somme della discussione: «Abbiamo portato la questione anche alla Commissione ambiente del Distretto del prosciutto e abbiamo cercato di capire il punto di vista del Consorzio del prosciutto senza per altro capirlo. Una cosa è certa se passa questo impianto potrebbero passarne altri venti e questo non va sottovalutato. Ma soprattutto se chi deve esprimere pareri tecnici lo fa in senso positivo a noi non resta voce in capitolo perché le nostre competenze sono limitate...questo sarebbe un rischio per il nostro territorio che non vogliamo correre».
 Con le astensioni delle minoranze la variante al Rue che impedirà la realizzazione di impianti per il recupero, lo smaltimento e la lavorazione dei rifiuti, compresi gli scarti di lavorazione della carne è stata approvata.