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Reggio Emilia: 57enne di San Polo d'Enza sequestra un dirigente dell'Acer

20 marzo 2013, 12:58

Reggio Emilia: 57enne di San Polo d'Enza sequestra un dirigente dell'Acer

Tensione e paura attorno alle 8,15 a Reggio Emilia, dove un uomo armato di coltello ha raggiunto gli uffici dell’Acer (Azienda Case Emilia-Romagna) di via Costituzione e ha sequestrato il dirigente dell'area gestioneale Mauro Bonacini barricandosi in un ufficio, al piano terra. Sono intervenuti i carabinieri del Nucleo Radiomobile e del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale, coordinati dal comandate provinciale, colonnello Paolo Zito. I militari sono riusciti a disarmare l'esagitato. Il direttore non è ferito. L’epilogo poco prima delle nove. L'aggressore è stato arrestato dopo una colluttazione con i militari, che lo hanno disarmato. Si tratta di Roberto Allodi, 57enne di San Polo d'Enza. Aveva con sé un coltello di circa 30 centimetri.
La sede dell’Acer è a nemmeno 500 metri da il liceo scientifico Aldo Moro.

Il 57enne è entrato come un normale cliente e si è fatto consegnare il ticket per farsi ricevere dal direttore dell'area gestionale e risolvere alcune pendenze che pensava di avere in sospeso con l'agenzia (l’aumento del canone d’affitto a causa della mancata presentazione Isee). Una volta nell'ufficio del direttore, l'uomo non ha perso tempo e dopo qualche scambio di battute si è scagliato verso di lui, estraendo un coltello da cucina lungo 30 centimetri. Il dirigente ha cercato di fuggire ma l'aggressore lo ha bloccato e lo ha tenuto in ostaggio assieme a un impiegato dell’Acer intervenuto nel frattempo.

Sul posto sono accorsi i carabinieri del Nucleo Radiomobile della Compagnia di Reggio Emilia, seguiti dai colleghi del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale, mentre dalla centrale operativa il colonnello Paolo Zito ha coordinato le operazioni. I militari hanno iniziato una delicata trattativa con l’uomo, invitandolo più volte, senza esito, a posare l’arma a terra, rassicurandolo circa il buon esito del problema. Visto che l’uomo non desisteva e che anzi ha continuato a puntare il coltello agli impiegati, i militari sono riusciti ad avvicinarlo e dopo una concitata e pericolosa colluttazione lo hanno disarmato.
Portato in caserma, Allodi è stato arrestato con le accuse di sequestro di persona, resistenza a pubblico ufficiale, porto abusivo d’arma e minaccia aggravata. Il pm Valentina Salvi conduce l’inchiesta.

UN'ORA DI GRANDE PAURA. E' stata un'ora di grande paura. Allodi è arrivato alle 8: con fare tranquillo ha atteso il suo turno per parlare con il dirigente di un problema che riguarda il pagamento dell'affitto; un problema di cui, tra l'altro, sembra avesse già discusso con gli uffici in passato. Quando il dirigente si è visto puntare addosso un coltello da cucina, ha urlato e ha cercato di fuggire dall'ufficio. Ha attirato così l'attenzione degli altri impiegati, uno dei quali si è avvicinato per cercare di calmare l'aggressore.

IL PRESIDENTE ACER ESPRIME SOLIDARIETA' AL DIRETTORE E ALL'IMPIEGATO PRESI IN OSTAGGIO: "IL LAVORO DI ACER E' ORMAI UNA TRINCEA". «Esprimo tutta la solidarietà del Consiglio di Amministrazione al nostro Direttore di Area Gestionale, dott. Mauro Bonacini, al nostro signor Mario Puglia, addetto alla Gestione del Patrimonio, e a tutti i Lavoratori dell’Azienda per essere riusciti ad affrontare con lucidità e determinazione l’evento drammatico che si è verificato oggi nella sede direzionale di Acer Reggio Emilia - dichiara il presidente di Acer Reggio Emilia Marco Corradi, attraverso un comunicato -. Il lavoro degli operatori di Acer è ormai un lavoro di trincea, dove i bisogni delle persone in difficoltà, ogni giorno in aumento, si incrociano necessariamente con il rispetto dei principi di equità e trasparenza propri di chi gestisce gli alloggi di edilizia residenziale pubblica di proprietà dei Comuni.
Il disagio sociale, profondo e diffuso, di una fascia sempre più ampia di popolazione oggi è aggravato dalla crisi che ha colpito duramente il nostro territorio e dal taglio continuo di risorse da destinare al sociale, e quindi alle persone.
Questi episodi sono l’ennesima testimonianza che è sempre più urgente costruire una rete organizzata che unisca tutte le parti sociali ed economiche per costruire nuovi percorsi di solidarietà e di welfare in grado di contenere e alleviare situazioni di disagio e di difficoltà che rischiano di mettere in crisi l’intera struttura sociale del nostro territorio».

 Poche ore dopo l'aggressione negli uffici dell'Acer, un artigiano minaccia di buttarsi dal tetto di un'azienda che, ha dichiarato, gli deve 15mila euro (leggi)