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Il ristorante di Chichibìo

Da "Cattivelli", ovvero la buona tradizione

21 marzo 2013, 20:35

Sugli argini del Po, verso la parte piacentina del fiume, superato Monticelli d’Ongina, ecco l’Isola Serafini. Il grande parcheggio tra gli alberi, sempre pieno, segnala la presenza di quella che fu una semplice trattoria di campagna ed oggi è un locale moderno, capace di accogliere molti ospiti, dove tuttavia è rimasta intatta la gestione familiare, l’accoglienza semplice e la cordialità.
Grandi sale, giardino per feste e ricevimenti, salette appartate e tranquille, oggetti in rame, servizio puntuale. Tutto è ben organizzato, la successione delle portate ha ritmi giusti, la carta dei vini è ricca di proposte dalle regioni italiane, di una parte centrata sui produttori piacentini, una pagina per le birre, mentre la sezione finale è dedicata ai distillati e rivela una vera passione da condividere con precauzione in questi tempi di test alcolimetrici.

La cucina, i piatti Scorrendo il menu si vede come il territorio coi suoi prodotti e la sua cultura sia alla base di tutto: i pesci d’acqua dolce, gli animali da cortile, i grandi salumi piacentini (coppa, pancetta e salame, tutti Dop), il culatello stagionato qui, piatti di tradizione locale. Il simbolo della faccina sorridente indica la provenienza di materie prime dalla bassa piacentina e appare spesso accanto al nome dei piatti. Stile di cucina tradizionale e casalingo, preparazioni semplici, paste fatte in casa, piacere del sapore senza eccedere nei condimenti. Tra gli antipasti (11-13 euro), culatello dal buon profumo e sapore fine e coppa accompagnati dalla pregevole giardiniera Pisaroni; pieno del sapore della verdura lo sformato di carciofi su salsa di Salva Cremasco; ben equilibrato il paté di pernice leggermente speziato con pain brioche e passata di mela. Ai primi (10-13 euro), classici pisarei e fasò e tortelli di ricotta e spinaci come usa a Piacenza; discreti, ma un po' ammassati, gli gnocchi di zucca con ricotta sarda stagionata; mano accorta nella vellutata di aglio bianco di Monticelli con quenelle di luccio. Ai secondi (13-19 euro), l’anguilla fritta nello strutto è il must del locale, perché la signora Cesira sa come renderla croccante e asciutta e l’aver tenuto il pesce a spurgarsi lungamente offre quasi sempre una carne dal sapore dolce e pulito. Anche pesce gatto e acquadelle fritte nell’olio d’oliva; le lumache in umido; la faraona disossata e ripiena; la coscia d’oca rosolata; il baccalà in umido; lo storione stufato; la trippa coi fagioli.

Per finire Il piatto dei formaggi (12 euro) o i dolci di casa (7 euro): soufflé di castagne, mousse di mandorle, parfait all’orzo, frutta sciroppata in casa con sorbetto di mandarino; la spongata di Monticelli con crema chantilly. Un buon caffè, i grandi distillati o un digestivo della casa. Pagherete un pranzo completo di quattro portate circa 48 euro (bevande escluse). Menu non esposto, coperto 2 euro, ingresso e bagni comodi.

Non mancate Vellutata d’aglio, anguilla fritta.

Il ristorante
TRATTORIA DA CATTIVELLI
CHIESA DI ISOLA SERAFINI, MONTICELLI D’ONGINA (PC)
Tel.: 0523.829418
CHIUSO: MARTEDÌ SERA E MERCOLEDÌ


 

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