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Provincia-Emilia

Il Comitato anti pale eoliche: "Pronti a tutto per difenderci"

21 marzo 2013, 21:00

Il Comitato anti pale eoliche:

Erika Martorana

Gli abitanti della Val Noveglia e di alcune frazioni della Valtaro continuano senza sosta la loro guerra contro la realizzazione di nove pale eoliche sul passo Santa Donna. Onde evitare che quello che tanti residenti definiscono un progetto «terribile e meramente speculativo» diventi realtà, i membri del «Comitato Santa Donna per la tutela delle valli Noveglia, Varaccola, Vona, Ceno, Taro e delle Genti che vi abitano» si sono incontrati nei giorni scorsi. L’intenzione della multinazionale «Eolica Parmense» è quella di erigere sul crinale che va dal Passo Santa Donna alla Val Vona, nove torri  di 150 metri ciascuna che, a dire dei residenti delle zone interessate ma anche del sindaco di Bardi Giuseppe Conti che fin da subito si è opposto con forza alla proposta, comporterebbero imponenti ed irrecuperabili danni a tutto il territorio. «Sono pale di dimensioni assurde - ha commentato il presidente del comitato, Ivano Vignali - ; siamo di fronte ad un’opera idrogeologicamente devastante. Proprio per questo il clima che si è respirato durante la riunione è stato un misto di stupore e disperazione: ci rendiamo perfettamente conto che la realizzazione di un simile disegno rappresenterebbe la morte economica e sociale di intere frazioni sottostanti gli ecomostri, ed anche, alla luce dei più recenti studi scientifici sull'impatto degli infrasuoni prodotti da tali macchine sulle persone, un possibile pregiudizio alla salute, soprattutto dei bambini al di sotto dell’età puberale e degli adulti sopra i cinquant'anni». I numerosi abitanti presenti all’incontro hanno così deciso di scrivere una lettera rivolta a tutti i membri del consiglio comunale di Borgotaro che - come ha sostenuto Vignali- «assieme ai vertici della Provincia rappresentano i principali sponsor di questa  calamità innaturale».  «Useremo - ha dichiarato con convinzione il presidente - tutti i mezzi legali e tutti gli strumenti che la Costituzione ci mette a disposizione per difenderci da questo attacco alla nostra salute ed al nostro diritto di non vedere distrutto il lavoro di anni di duri sacrifici. L’intento della lettera - ha spiegato poi - è quello di mettere ogni consigliere comunale di fronte alle proprie responsabilità». «Stiamo organizzando anche un piano di “auto protezione civile“ che prevede l’eventualità di sfollare in massa, come succede quando avvengono calamità naturali, nel caso in cui, dopo la realizzazione di questo straordinario impianto eolico, dovessimo avere qualunque tipo di danno. Ci recheremmo allora presso edifici di civica rappresentanza come la sede del consiglio comunale di Borgotaro o la sede della Provincia, chiedendo ospitalità nelle abitazioni private dei consiglieri che con il loro appoggio politico avessero favorito la realizzazione dell’opera. Sarà un loro obbligo morale ospitare i profughi creati dalle loro scelte sbagliate di gestione del territorio. Se poi dovessero rifiutare di aiutarci - ha rimarcato Vignali - sarà un ulteriore segno del disprezzo che una certa politica affaristica ha nei confronti delle persone che lavorano e vivono ancora sulle nostre montagne, e rimarcherà, una volta in più, il distacco della casta politica dai cittadini che pretende di rappresentare».