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Il preside del Toschi: il liceo non c'entra nulla con lo spaccio, qui c'è vigilanza continua

21 marzo 2013, 21:08

Il preside del Toschi: il liceo non c'entra nulla con lo spaccio, qui c'è vigilanza continua

 «La presenza del Toschi non è la causa dello spaccio sul lungoparma» rimarca con forza Roberto Pettenati, preside del liceo artistico.

 «Davanti ai cancelli della scuola non è stato fermato nessuno, gli interventi antidroga sono stati dalla parte opposta della strada, dove la presenza di spacciatori è dovuta non certo alla scuola, ma al passaggio notevole di persone. C’è la stazione a pochi metri, c’è il Parco Ducale e, soprattutto, c’è la stazione della autolinee. Ci passa un mare di gente, piovono lì giovani di mezza città». 
Lunedì i carabinieri hanno arrestato una ragazza di venticinque anni, e un ragazzo suo coetaneo, che si aggiravano nella zona per vendere marijuana ed eroina. I militari in borghese li hanno tenuti d’occhio, seguiti fino alle scalinate della Ghiaia, dove avevano consegnato una busta di merce all’acquirente, un ventitreenne parmigiano. È la seconda volta, nel giro di poco tempo, che viene svolta un’azione antidroga nella stessa zona. «Ringraziamo le forze dell’ordine, è molto importante che i carabinieri facciano questo lavoro davanti alle scuole. – dice Pettenati - Tutti noi presidi ci siamo fatti sentire, davanti agli istituti deve essere territorio bonificato. Il problema c’è, non possiamo far finta di niente, le forze dell’ordine svolgono un lavoro costante, con loro siamo in continua collaborazione, per gli interventi a tutela dei nostri studenti».
 «Davanti ai cancelli del Toschi non ci sono spacciatori, perché teniamo d’occhio quello che succede, siamo una scuola dove c’è vigilanza – continua il dirigente scolastico - Il Toschi con lo spaccio non c’entra, non sono i nostri studenti. Si parla sempre di droga e arresti davanti alla scuola, ma è la stessa cosa dire che è successo davanti alla Pilotta, alla Sovrintendenza, al monumento alla vittoria, vicino al ponte Verdi. Bisogna rompere questa associazione con il Toschi. Noi abbiamo la stazione delle autocorriere che porta molta gente qui. 
L’unica cosa che possiamo fare è stare in contatto e collaborare con le forze dell’ordine, per garantire i nostri studenti e le loro famiglie». Enrico Gotti
 

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