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Economia

Parma, l'export continua a marciare. Bene l'alimentare

21 marzo 2013, 20:03

Parma, l'export continua a marciare. Bene l'alimentare

 L'export parmense continua a trainare l'economia provinciale. Nel quarto trimestre del 2012  (l’Istat non conteggia i servizi, i lavori all’estero, ecc..) ha registrato una crescita del 6,9% (in valore) sullo stesso trimestre dello scorso anno, una dinamica più positiva rispetto a quella regionale, 1,8% e nazionale  4,1%.

«Prendendo in considerazione l’intero 2012 - spiegano dall'ufficio studi dell'Unione Parmense degli Industriali - si nota una crescita delle esportazioni parmensi rispetto al 2011 pari al 3,3%, una percentuale che si colloca tra il 3,1% di variazione dell’Emilia Romagna e il 3,7% dell’Italia».
Considerando i risultati export in un orizzonte temporale più vasto, 2008 (ultimo anno pre-crisi) e 2012, si registra una variazione dell’export a valori correnti della provincia di Parma molto positiva, +22% rispetto al +4 % dell’ Emilia Romagna e  +6% dell’ Italia.
Impiantistica alimentare Analizzando i risultati dell’anno che si è chiuso, si osserva che il primo settore export di Parma si conferma essere, anche nel 2012, quello  dell’impiantistica alimentare con 1.282 milioni, nonostante il calo del  6% sul 2011, dovuto a un andamento in flessione nel II e III trimestre dell’anno.
Secondo per fatturato esportato è ancora il settore alimentare, con 1.236 milioni, +7%  rispetto al 2011, che conferma un trend in costante crescita. Un’analisi dei risultati i per i principali comparti mostra una dinamica in progressiva crescita (+11%) per il grande comparto “pasta, dolci, gelati, surgelati, precotti, ecc.. ed un buon risultato per “prosciutti e salumi (+7%), come pure per “parmigiano, derivati latte” (+6%). Si registra una crescita più moderata (+2%) per le conserve vegetali ed una positiva inversione di tendenza per l’export delle conserve ittiche dopo il calo del 2011.
Al terzo posto per importanza fra le nostre esportazioni troviamo, il settore della meccanica generale che, con circa 1.151 milioni ha realizzato nel 2012 un aumento del 6%, significativo rispetto alla variazione del 3% del 2011.
Quarto il settore della chimica-farmaceutica,  con 969 milioni, cresciuto del +8% nell’intero periodo,  un risultato positivo dovuto in primis alla farmaceutica ma anche al buon andamento della chimica e del comparto profumiero.  L’export del settore minerali non metalliferi ha registrato una sostanziale tenuta (+1%), mentre una buona crescita è stata registrata nel settore dell’ abbigliamento (+7%) e nella  plastica-gomma (+6%). Tra gli altri settori, a minore incidenza export, si segnalano andamenti negativi per il settore del  legno  (-6%) ed in particolare per la carta-cartotecnica (-28%)
Le aree geografiche  Osservando la dinamica delle esportazioni per aree geografiche si nota che inostri mercati di sbocco tradizionali hanno mantenuto risultati migliori rispetto al resto del mondo: le esportazioni di prodotti parmensi sono cresciute nel 2012 del 5% verso l’Unione Europea  e del 3% verso i Paesi Europei non UE. Significativa è stata inoltre la crescita delle importazioni dei nostri prodotti da parte degli Stati del Nord America  (+19%).
Un forte rallentamento rispetto al 2011, ha riguardato le esportazioni verso Asia e Oceania +2%, in flessione quelle verso l'Africa-Medio Oriente (-5%), e  verso il Sudamerica (-7%). Anche nel 2012 il primo paese acquirente di prodotti parmensi è risultato la Francia con 875 milioni e un +8% tendenziale; seguito dalla Germania  e dal  Regno Unito che registrano entrambe una crescita del 6%.
Al quinto posto della classifica dei paesi acquirenti, dopo gli Stati Uniti (+20%) si mantiene la Cina  con 174 milioni, nonostante il crollo del 26%, un calo nell’area asiatica parzialmente compensato dalla crescita in Giappone +22%. Risultano invece positive le esportazioni verso la  Russia, che con 158 milioni e una crescita del 23%, mentre nei risultati dell’America del Sud incide il calo del Brasile (-7%).
«In conclusione - sottolineano dall'Unione Industriali - si può notare come nel 2012 il rallentamento dell’export parmense (+3,3%)  rispetto alla percentuale di crescita registrata nel 2011(+8,7%) sia da attribuire alla contrazione della domanda di beni di investimento  come quelli dell’impiantistica alimentare da parte dei paesi emergenti. Le previsioni del commercio mondiale nel 2013 prevedono un lieve aumento.
 

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