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Provincia-Emilia

Pivetti fra Montecitorio e Berceto: "Lucchi in mutande? Spero non lo lascino solo: ma ci vuole il fisico..."

21 marzo 2013, 14:31

Pivetti fra Montecitorio e Berceto:

 BERCETO

Chiara Cacciani

Il sindaco Luigi Lucchi si presenterà davanti al Quirinale domattina, puntuale, in assetto anti-Tares: mutande e fascia tricolore. "E speriamo che non sia il solo: sarebbe bellissimo se altri si unissero a lui. Ma mi rendo conto che è una protesta che richiede un certo fisico...". A parlare è Irene Pivetti, che di Berceto è assessore allo Sviluppo e all'Occupazione e ormai un po' cittadina e che le istituzioni romane le conosce molto da vicino.

Sull'abbinamento mutande-fascia scappa il sorriso ("speriamo non faccia troppo freddo"), ma la realtà è che l'ex presidentessa della Camera appoggia in pieno l'iniziativa del suo sindaco. "La protesta è su una questione serissima, e so che in questa battaglia Lucchi non è solo, anzi. Bisognerà vedere se gli altri se la sentiranno di portare in piazza le loro richieste in un modo così forte". Dell'esperienza a Berceto si dice entusiasta: "E' davvero straordinaria: mi ha permesso di vedere dall'interno la realtà dei piccoli Consumi, quelli a bassa densità di popolazione – racconta – E' un tema molto trascurato dalla politica, e io voglio farmene portavoce". Perchè – si accalora la Pivetti – "il vero Sud è questo: quello dei piccoli Comuni che in ogni parte d'Italia concentrano su di sè tutti gli indacatori di povertà. E le Unioni di Comuni non sempre sono la soluzione giusta ai problemi. Anzi, spesso non lo sono affatto".

Da Berceto a Montecitorio: perchè l'elezione di Laura Boldrini ha messo in moto i ricordi di quella che è stata la seconda donna nella storia italiana alla guida della Camera. Se le si chiede se la questione di genere la irrita la riposta è pronta: "Non mi piace, ma è giusto parlarne. C'è di buono che sarà l'ultima volta che farà notizia: ormai il vertice è espugnato. Ora restano altre tre trincee per cui combattere". Il Senato: "E questo mi stupisce: le due Camere dovrebbero viaggiare di pari passo". La presidenza della Repubblica: "Ma forse siamo vicini al cambiamento: quello di Anna Maria Cancellieri è un ottimo nome". E poi la Presidenza del Consiglio: "Questa sarà l'ultima a cadere – ammette un po' sconsolata – E' la più ostica perchè è la più potente, si gestiscono i soldi degli italiani. Purtroppo le donne devono sempre combattere con chi attribuisce loro una minore autorevolezza".

Arriva il tempo dei ricordi veri e propri: "Mi ha colpito il modo in cui Laura Boldrini ha letto- seria ed emozionata – il suo discorso. Ho percepito che senta profondamente l'importanza del suo ruolo e il dovere di essere al servizio di questa carica. Non è un incarico come un altro: sei un mediatore di tanti conflitti, una figura di mezzo che difende il diritto di tutti, serve tanta dedizione. Ecco, nella Boldrini mi sono rivista", racconta Irene Pivetti. Che poi continua: "Quando sono stata eletta ho avuto chiara l'idea che come persona non sarei dovuta esistere: è il ruolo istituzionale che conta. Non è scontato: molti presidenti che sono arrivati dopo non l'hanno fatto. Ma credo che la Boldrini abbia compreso la responsabilità che le impone quel ruolo".

Indossava il fazzoletto verde della Lega, allora, la Pivetti. Ma che fine ha fatto il sogno leghista? "La politica è caduca, è fatta di brevi periodi: i vent'anni della Lega sono già un'eternità. Il contributo più importante è stato dato nelle amministrazioni locali, introducendo un nuovo stile di governo sul territorio. E dimostrando che l'analisi economica è ormai tramontana, non riesce più a leggere l'attualità: la Lega ha avuto il merito di introdurre l'elemento territoriale, che è una chiave importantissima". Promuove l'esperienza al Viminale di Maroni, la Pivetti, ma sulle grandi speranze di rinnovamento messe sul Carroccio è tranchant: "Quelle sono morte col Trota. I duri e puri non esistono se non vigilano su se stessi".

E l'exploit 5 Stelle che a qualcuno ricorda il vento del Nord anni Novanta? "Vorrei capire di cosa sono fatti – risponde la Pivetti – Sono convinta che ci siano persone in gamba che faticano ad emergere. E vedo cose contrastanti: il voto a Grasso è stato un atto di presa di coscienza, un voto difficilmente discutibile. Ma su questo si sono divisi. Credo comunque che per loro la presenza in Parlamento sia una straordinaria occasione per una maturazione: in questo senso sì, sono come la Lega degli inizi".