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Provincia-Emilia

Ponte di Ragazzola, tre incidenti mortali in meno di 8 anni

21 marzo 2013, 19:35

Ponte di Ragazzola, tre incidenti mortali in meno di 8 anni

Tre incidenti mortali in meno di otto anni. Il ponte «Giuseppe Verdi» di Ragazzola, con la tragedia di martedì sera, va a confermarsi come uno dei tratti più pericolosi della Bassa. Ai tre sinistri costati la vita ad altrettante persone (due automobilisti, e martedì sera, un cicloturista) si devono poi aggiungere diversi incidenti con feriti più o meno gravi. Mentre è di qualche anno fa la rovinosa caduta di un ciclista cremonese, rimasto gravemente ferito. I problemi sono di due tipi: l’elevata velocità delle auto e, soprattutto, la completa assenza di piste ciclabili ai lati della carreggiata. Nemmeno un anno fa, il gruppo «Vita in Campagna» di Zibello, facendo seguito alle segnalazioni di parecchi cicloturisti e cicloviaggiatori, aveva denunciato a mezzo stampa il pessimo stato in cui versano le passerelle che fiancheggiano il ponte. Ne era seguita una interrogazione del vicepresidente del consiglio provinciale di Parma Manfredo Pedroni a cui, la Provincia stessa, aveva replicato facendo notare che quelli in questione sono marciapiedi pedonali, e non piste ciclabili, e che gli stessi non possono quindi essere percorsi da chi fa uso della bicicletta. A quel punto il gruppo «Vita in campagna», attraverso il suo portavoce Beppe Galli, consigliere comunale di Zibello, cicloviaggiatore e presidente dell’Asd Run & Bike, aveva sottolineato che si andava così a palesare la pericolosità del viadotto, di conseguenza privo di piste ciclabili. Ripetutamente il gruppo ha chiesto interventi al fine di rendere ciclabili le due passerelle pedonali che sono chiuse da un anno a causa del pessimo stato in cui versa il fondo in cemento. «Ad un anno dalla nostra denuncia – ha detto Beppe Galli – nessuno ha fatto nulla. Se non saranno realizzati i necessari lavori non escludiamo l’organizzazione di manifestazioni di protesta». Ed oggi c’è anche chi chiede l’intervento della Procura della Repubblica al fine di valutare eventuali responsabilità in quanto accaduto martedì.