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Provincia-Emilia

Tarsogno -"La cava dello Zuccone non sarà riaperta"

21 marzo 2013, 20:35

Tarsogno -

Giorgio Camisa

Nei giorni scorsi si è tenuta nella Sala Santo Stefano di Tarsogno un partecipato dibattito sul patrimonio ambientale di Tarsogno, in particolare su una proposta di riapertura della storica cava del monte Zuccone. L’organo preposto, la locale Comunalia, ha indetto l’appuntamento proprio per fare chiarezza su una serie di voci che serpeggiavano circa la possibilità di riprendere l’attività estrattiva. I tanti convenuti sono però stati rassicurati circa la conservazione dell'attuale situazione. E’  quanto emerso da una affollatissima assemblea organizzata dalla Comunalia di Tarsogno per chiarire e mettere a punto con la popolazione una richiesta fatta nei mesi scorsi da un’azienda specializzata nella lavorazione della pregiata pietra dell’Appennino interessata alla cava. L’area della miniera di sasso era stata per molti anni gestita da uno scalpellino di Tornolo, poi, negli anni sessanta era stata definitivamente chiusa, da allora nessun artigiano era salito lassù su quel monte per lavorare ed estrarre banchi di arenaria. Col passare del tempo la vegetazione aveva ricominciato a crescere e quindi aveva ricoperto di verde parte della brutta ferita che purtroppo ancora oggi è visibile dal paese. La discussione della proposta avanzata si è subito animata: i tarsognini non vogliono che questa cava venga riaperta e ancor più che si scenda a trattative di nessun genere per assegnare in gestione o in affitto questo luogo. Così, dopo alcune precisazioni del presidente della Comunalia Raffaele Ferrari, dei suoi collaboratori e, dello stesso sindaco Maria Cristina Cardinali è tornata la dovuta serenità: le parti hanno ribadito ed assicurato che «non sono mai stati presi accordi di nessun genere»; si è trattato solo un incontro informale con gli imprenditori, ed inoltre hanno voluto rimarcare che i proprietari della vasta area gestita dalla Comunalia sono i tarsognini ed ogni potere decisionale sarà affidato a loro. La serata è proseguita con altri punti all’ordine del giorno come: l’assegnazione dei lotti di legname per uso riscaldamento, il rendiconto della vendita dei permessi per la raccolta dei funghi che ha portato nelle casse dell’ente ben 18mila euro, l’introito della vendita dei tronchi della pineta di Pratolungo e di altri affitti o contributi da parte di altri.