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Arte-Cultura

I maestri dell'iperrealismo al Thyssen di Madrid

22 marzo 2013, 21:37

L'esperienza visiva portata all’estremo: il movimento iperrealista arriva al Museo Thyssen di Madrid, che da domani al prossimo 9 giugno propone "Hiperrealismo: 1967-2012", una retrospettiva attraverso una sessantina di opere dei grandi maestri, provenienti da vari musei e collezioni private. Realizzata in coproduzione con l'Istituto per lo scambio culturale della Germania e curata da Otto Letze, l’esposizione propone opere di Richard Estes, John Baeder, Rbert Brechtle, Tom Blackwell, Chuck Close o Robert Cottingham. Divisa in quattro sezioni – nature morte, sulla strada, città e panorami e la figura umana, propone l'esperienza visiva di paesaggi urbani, vetrine, ristoranti di fast-food, giocattoli di latta o bottiglie di khetckup, i ritratti di Chuck Close, le nature morte di Ralph Goings, la Harley Davison di Tom Blackwell. Come ha ricordato il conservatore capo del museo Thyssen, Guillermo Solana, nel presentare la mostra, l’iperrealismo nacque a New York nel 1967 e ha toccato l’apogeo negli anni Settanta, quando ha convissuto con l’arte concettuale, «implicato negli aspetti linguistici». «Ciò che vediamo non è solo ciò che è», ha osservato. «C'è una dimensione metalinguistica e riflessiva, così come una densità più intellettuale di quella citata dalle critiche».

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