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Parma

Il premio Mario Tommasini a Milena Gabanelli

22 marzo 2013, 19:48

Il premio Mario Tommasini a Milena Gabanelli

 Margherita Portelli

Si chiama coraggio il filo invisibile che lega Mario Tommasini e Milena Gabanelli. L’ardimento che serve per rendersi protagonista di una «rivoluzione sociale» capace di contagiare una città, in fondo, è paragonabile alla forza necessaria a ricercare - forsennatamente - la verità. Ecco perché la 6ª edizione del premio intitolato a Mario Tommasini, l’omonima Fondazione lo assegnerà alla conduttrice di «Report», la giornalista investigativa per eccellenza che Giorgio Bocca definiva «l’ultima in Italia a fare vera inchiesta»: Milena Gabanelli.
Ha smascherato il malaffare del mondo economico e politico italiano, le inefficienze del pubblico, il legame tra istituzioni e criminalità organizzata, la Gabanelli: si è inventata il videogiornalismo d’inchiesta e ora è la giornalista più querelata del Paese, pur non avendo mai perso una causa. Domani, all’Auditorium del Carmine, alle 17, riceverà il premio internazionale che porta il nome di Mario Tommasini, istituito nel 2008 per riconoscere merito a persone che si distinguono nel sociale, operando a favore dei più deboli e degli indifesi; dopo la proiezione di un video che racconta il percorso di Tommasini, la Gabanelli sarà intervistata dalla giornalista della Gazzetta di Parma, Anna Maria Ferrari. «Milena Gabanelli ha sfidato l’arroganza dei poteri economici e politici, mostrando impegno e passione nella ricerca della verità - ha introdotto il presidente della Fondazione Tommasini, Bruno Rossi, per poi approfondire la figura dell’uomo che fu tra i fautori della rivoluzione del sistema manicomiale in Italia negli anni ‘60 e ’70 -. Mario seppe rivelare i manicomi per quello che realmente erano: fabbriche di follia; riportò i bambini dai brefotrofi alle loro famiglie; liberò gli anziani dalla “prigionia” di alcuni ospizi». A fare gli onori di casa, durante la presentazione del premio, ieri in Municipio, l’assessore al Welfare Laura Rossi, che si è detta «doppiamente onorata»: «E’ la prima occasione, per me, di poter parlare della figura di Tommasini – ha introdotto -: l’uomo che seppe dare forma a una cultura che, tuttora, chiunque lavori nel sociale a Parma ha modo di respirare. La premiata di quest’anno, inoltre, è una donna che ha trovato il coraggio di andare oltre, nutrendo di passione il proprio lavoro». Negli anni passati il premio «Tommasini» è andato a don Luigi Ciotti, Miloud Oukili, don Andrea Gallo, Marco Paolini e Gino Strada. «Mario Tommasini fu una persona straordinaria, in anticipo di anni, con le sue idee, sulla normativa nazionale – ha aggiunto l’assessore provinciale alle Politiche sociali Marcella Saccani, in rappresentanza dell’ente di piazza della Pace, che patrocina l’evento insieme a Comune e Regione -. A lui dobbiamo, fra le altre cose, lo straordinario progetto delle case per anziani di Tiedoli, ed importanti esperienze come quella degli orti sociali».
 

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