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Strajè-Stranieri

La comunità filippina in lacrime abbraccia la famiglia. E raccoglie offerte

22 marzo 2013, 22:37

La comunità filippina in lacrime abbraccia la famiglia. E raccoglie offerte

Nel soggiorno di un appartamento di pochi metri quadrati di via Gramsci, un tavolino è stato trasformato in un piccolo altare. Sopra, una grande foto di Vilma Untalan, ritratta in un giorno particolarmente felice della sua vita: quello del diploma conseguito nel suo Paese, le Filippine, con addosso la toga e in testa il tocco delle cerimonie importanti. Accanto, un crocefisso dorato, un lumino sempre acceso, una statuetta della Madonna di Lourdes piena di acqua benedetta, e un paio di mandarini, quasi fossero un'offerta votiva. In un angolo, in un vasetto di vetro, chi vuole lascia un'offerta per la famiglia di Vilma: le spese da affrontare ora che lei non c'è più saranno tante, a partire dal funerale, senza contare quella bambina, la piccola Merry Del, che appena nata è già senza mamma. È la casa del cognato di Venancio, marito di Vilma: dal giorno della morte, avvenuta nelle prime ore di mercoledì, in quel piccolo alloggio è un continuo via-vai di parenti, amici, conoscenti, o anche semplici compaesani originari della stessa città filippina da cui proviene la famiglia di Vilma, Mulanay, nella provincia di Quezon. Vengono da Parma e provincia, ma anche da altre città del nord Italia, come Milano e Padova. Quando un lutto del genere colpisce qualcuno che si conosce, è una vera e propria gara di solidarietà quella che scatta tra i filippini: mollano tutto e partono per andare a portare conforto a chi sta vivendo un momento di lutto così tragico. Ad accoglierli, due fratelli del marito, la moglie di uno dei due e un altro loro parente. L'ospitalità fra i filippini è sacra e a tutti quelli che entrano in casa deve essere offerto qualcosa.
Ieri a ora di pranzo il marito di Vilma è rimasto nella sua stanza: provato dalla tragedia, ha cercato di riposare un po', dopo due notti e un giorno passati fra l'ospedale, dove la sua piccola Merry Del è ancora ricoverata, e la casa del fratello, dove c'è l'altra figlia di otto anni, alla quale ha già spiegato che non rivedrà mai più la sua mamma. Vilma abitava con il marito a Villa Cella, in provincia di Reggio, dove entrambi lavoravano come domestici e badanti nella casa di un anziano, all'interno di una grossa azienda agricola. Nonostante vivessero nel Reggiano, da sempre per tante cose facevano capo a Parma, dove partecipavano alla vita della folta comunità filippina, che ha come proprio punto di riferimento la chiesa di Sant'Uldarico in via Farini. E proprio il fatto che a Parma, a due passi dall'ospedale, abiti il cognato di Vilma, ha fatto sì che la 35enne decidesse di partorire al Maggiore: il marito avrebbe potuto alloggiare dal fratello e per ogni esigenza la coppia avrebbe saputo di poter fare affidamento sui vari parenti che abitano in città. Invece è stato proprio in quell'ospedale che Vilma è spirata, dopo esservi entrata in perfetta salute e dopo un parto andato bene.