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Le auto dell'Avvocato, icone del '900

22 marzo 2013, 18:52

Le auto dell'Avvocato, icone del '900

TORINO 

Dalla Fiat 125, la sua preferita, a una Lancia Thema SW Zagato, da una Panda Rock Moretti a una Delta Spider Integrale. Fino alla più recente, una sgargiante Multipla «Cabriolet». Comune a tutte, l’audace personalizzazione degli interni e una meccanica rivista in senso sportivo. Perché seminare la scorta, per l’«Avvocato», era missione quotidiana. L’auto come figura chiave della storia economica e sociale di un Paese, attrice protagonista dell’epopea dell’industria italiana del XX secolo. Ma anche, l’auto, specchio dell’anima di chi alla Fiat ha dato tanto, fino a identificarsi con l’azienda stessa e a impersonarne lo stile e la qualità in giro per il mondo. È di dieci automobili, le più amate fra quelle possedute da Gianni Agnelli, che consiste la mostra intitolata «Le auto dell’Avvocato», allestita al pian terreno di un’esposizione, il Museo Nazionale dell’Automobile di Torino (Mauto), che da due anni, del compianto numero uno del Lingotto, già recava il nome. Inaugurata martedì scorso - non a caso nel giorno del 92° compleanno dell’ultimo «Re d’Italia» - e aperta al pubblico fino al 2 giugno, la collezione privata di Agnelli viene così celebrata in coincidenza del decimo anniversario della sua scomparsa. «Quella sulle auto dell’Avvocato - afferma il presidente del Museo dell’Automobile Benedetto Camerana - è la prima rassegna che abbiamo organizzato dalla riapertura della struttura. Sviluppando un tema tutto italiano ma dal respiro internazionale, la mostra propone anche spunti di riflessione di carattere generale». Agnelli, ricorda il direttore del Museo Gaffino Rossi, «sceglieva rigorosamente modelli di serie da modificare in seguito. Solo sul colore della carrozzeria, non ammetteva errori: ricordo l’angoscia mentre io e la mia équipe, per tentativi, cercavamo di riprodurre quel blu alto mare che tanto gli ricordava la sua passione per la navigazione». Commossa, infine, la testimonianza del nipote Lapo Elkann: «Sono orgoglioso che il pubblico possa ora conoscere, di mio nonno, il lato più nascosto: quello creativo, fantasioso. Egli - sostiene Lapo - guardava sempre al futuro, e le sue auto ne rispecchiano fedelmente la visione lungimirante». Ad arricchire l’esposizione, anche una sezione iconografica dove filmati e fotografie immortalano gli istanti più significativi di una vita sopra le righe. La vita dell’«Avvocato».L.C.

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