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Saperi e Sapori

Nasce il Consorzio della Piadina romagnola

22 marzo 2013, 20:40

Nasce il Consorzio della Piadina romagnola

Nasce il Consorzio di tutela e promozione della Piadina romagnola. Quattordici i produttori coinvolti, in rappresentanza di tutta la zona di lavorazione consentita dal disciplinare, da Rimini fino a parte della provincia di Bologna, passando per Forlì-Cesena e Ravenna.
Il Consorzio è il passo successivo all’ottenimento nel gennaio scorso del riconoscimento Igp (transitorio a livello nazionale), in attesa che si esprima la Commissione europea.

Un riconoscimento non immune dalle polemiche: Slow Food e la Confesercenti sono contrari al marchio Igp per la piadina industriale. «Mi chiedo se chi ostacola il riconoscimento Igp della piadina romagnola - ha detto il presidente del consorzio Elio Simoni - a distanza di ben 11 anni, abbia ancora oggi compreso i termini della questione: non riguarda la diatriba tra chioschi o produzione industriale, bensì la salvaguardia di un prodotto nel suo territorio di origine. Il Consorzio, che raggruppa circa il 50% dei produttori, si è posto come obiettivo la tutela del territorio e della sua piadina. Il disciplinare fissa paletti rigidi e ben precisi sulla zona di produzione, gli ingredienti, la sua storia, i controlli e la commercializzazione. È uno strumento di tutela che va a vantaggio di tutte le imprese del territorio, grandi e piccole».

In Romagna la produzione ha raggiunto i 35 milioni di chili per un fatturato di circa 70 milioni di euro, che salgono a 92 se si considerano le zone contigue di San Marino e dell’Emilia. A questi numeri vanno aggiunti i fatturati dei chioschi, diffusi in ogni angolo della Romagna e il cui giro d’affari è stimato in ulteriori 15-20 milioni di euro.