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Economia

Parma, quasi un'azienda su due non è su internet

23 marzo 2013, 00:30

Parma, quasi un'azienda su due non è su internet

 Lorenzo Centenari

Quasi un’azienda ogni due, del tessuto di piccole imprese del parmense, non possiede una connessione internet a banda larga (46,9%), né ha mai attivato un sito internet aziendale (44,7%). Social network? Del campione in esame, cura un profilo professionale solo un soggetto ogni quattro (25,8%). Quello tra impresa e tecnologie digitali è un sodalizio che a Parma, in linea col resto d’Italia, manifesta margini di perfezionamento. Ciò non toglie che, voce per voce, in provincia il tasso di alfabetizzazione informatica sia talvolta superiore alla media regionale: citando ad esempio i sistemi gestionali per processi interni, Parma corre più veloce dell’Emilia Romagna sia in termini di software avanzati (26,0% di diffusione contro il 22,1%), sia come sistemi di base (58,8% a fronte di un 57,9% su scala emiliano romagnola). 
Riflessioni estratte dal 9° rapporto Unicredit sulle piccole imprese, «Sfide e opportunità della digitalizzazione». Presentando alla classe imprenditoriale i dati parmensi, ieri in Camera di Commercio, il Deputy Regional Manager per il Centro Nord di Unicredit Luca Lorenzi ha osservato come «le imprese locali hanno intuito le potenzialità delle nuove tecnologie, ma devono consolidare la propria attenzione sull’innovazione». 
L’Ict è d’altra parte il tallone d’Achille del Paese intero, che con le altre economie avanzate sconta un «digital devide» con poche eccezioni regionali: nemmeno in Emilia Romagna, infatti, l’indice di intensità digitale oltrepassa il 71% dei membri Ocse. Proprio allo scopo di ridurre il gap, Piazza Cordusio ha nel 2012 destinato alla regione 400 milioni di euro (28 solo a Parma). Tornando al rapporto: «Bene nelle dinamiche interne – sostiene Fabrizio Simonini, responsabile area commerciale Parma Unicredit – ma ancora scarsi risultano gli investimenti in chiave promozionale e il ricorso all’informatica nei processi di vendita». L’e-commerce, quindi, come potente leva di esportazione: già il 20% delle piccole imprese vende all’estero attraverso la rete. Fattori culturali, oltre che infrastrutturali, impediscono al commercio elettronico di esplodere poi come dovrebbe. L’incontro tra Unicredit e i rappresentanti della sfera produttiva parmense ha poi permesso ad ambo le parti di esprimere e condividere considerazioni sul difficile contesto attuale: «Il reciproco scambio di idee tra banche e imprese – afferma Giovanni Borri, presidente dell’Upi – non sarà mai eccessivo. Ben vengano, quindi, altri tavoli come questi». 
 
 
 

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