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Spettacoli

Ronda, dal Po al Bò Live

22 marzo 2013, 17:25

Ronda, dal Po al Bò Live

Giulia Viviani
 Arriva stasera al BòLive Daniele Ronda con la sua «Sirena del Po», fortunata creatura uscita nei negozi a novembre che tante soddisfazioni sta dando al giovane cantautore piacentino, affascinato dal folk e dalla propria terra. È un disco di storie, sogni e radici «La sirena del Po», arrivato a distanza di solo un anno dal primo album solista di Ronda «Daparte in folk», inizio di una carriera che ha però origini molto lontane. Ronda infatti per anni ha fatto da autore e produttore per altri artisti. Sua la firma ai testi di molti successi di Nek come «Almeno stavolta» e «Lascia che io sia». E c’è anche un’incursione nel mondo della dance nel curriculum del piacentino, che però tre anni fa ha deciso di mollare completamente la sua attività di autore per altri artisti per puntare tutto su se stesso. Tra le particolarità delle sue canzoni, oltre al sound che è un viaggio sonoro tra l’Irlanda e gli Stati Uniti, c’è il fatto che molti testi di Ronda sono in dialetto piacentino, cosa che gli è valsa più di un paragone con il paladino della musica in dialetto, Davide Van De Sfroos: «L’accostamento mi onora molto - spiega il cantautore - ci sono cose che ci accomunano è vero, ma ce ne sono anche altre che ci distinguono, soprattutto nelle sonorità». Tra i grandi protagonisti dell’ultimo album, come evidente dal titolo, il fiume, quel Po che per l’autore ha un richiamo ancestrale ed ammaliante che tiene indissolubilmente legati a questa terra anche coloro che se ne vanno: «Anche io ci ho provato, mi sono trasferito a Milano, ed è stato proprio a quel punto che ho sentito forte il legame con 'casa mia' e sono tornato sui miei passi. Spesso il Po è stato poco considerato ma l’acqua è sinonimo di vita e vedo che sempre più persone riscoprono la magia e il richiamo del fiume». L’ispirazione di Ronda in generale nasce dalle storie: «Quasi tutte vere, accadute a me o viste accadere agli altri. Credo che la verità sia fondamentalmente ciò che caratterizza i miei testi, sia che parlino di sogni sia di fatti concreti, di amore o di non amore». Sul palco del locale di Fidenza stasera Daniele Ronda sarà accompagnato come al solito dal Folklub composto da Sandro Allario (fisarmonica, pianoforte, organo Hammond, cornamusa Chanter e cori), Carlo Raviola (basso e cori), Lorenzo Arese (batteria e cori).