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Storie di calcio Minotti-Apolloni e quel Parma grande anche nel volontariato

22 marzo 2013, 08:17

Storie di calcio Minotti-Apolloni e quel Parma grande anche nel volontariato

 Gabriele Balestrazzi

In linea, appaiati e affiatati sul palco come li ricordavamo in campo. E se al loro fianco, anzichè Grun, c'è un divertentissimo Sandro Piovani, la serata in compagnia di Gigi Apolloni e Lorenzo Minotti si trasforma subito in uno spettacolo, nel quale si mescolano ricordi, battute, e soprattutto tanta sostanza e valori forti.

Nel nome del calcio ma soprattutto del volontariato, nello spirito della rassegna organizzata all'auditorium Toscanini da Forum Solidarietà. E Apolloni-Minotti non sono qui solo come l'indimenticabile coppia centrale del Parma di Scala, che poi appunto trasformò quel duo in uno splendido pacchetto a tre. No: anche se il calcio farà da inevitabile filo conduttore, la serata verte soprattutto sulla loro esperienza di testimonial di solidarietà, quando la maglia gialloblù lasciava il posto a quella dell'Aido o dell'Admo.

Per arrivare al suo debutto da testimonial, Lorenzo parte da quello come calciatore del Parma. E dalla sua prima timida gaffe quando, arrivato in viale Partigiani d'Italia, chiese all'edicolante dove fosse lo stadio di Parma, che aveva davanti a sè... E Apolloni (che era già al Parma) completa il racconto con l'arrivo di MInotti nel parcheggio dello stadio con un Alfettone a gas: l'inizio di un sodalizio che avrebbe fatto la fortuna del Parma sul campo, ma che ha legato i due anche sul piano umano. Al punto che Gigi non riesce a frenare l'emozione quando racconta del suo compagno (e capitano) che ai Mondiali Usa, quando Sacchi per rimpiazzare l'infortunato Baresi sceglie Apolloni anzichè Minotti come sembrava più logico, va subito dall'amico, lo incoraggia e gli dice di non preoccuparsi, perchè fra loro non sarebbe cambiato niente.

Il calcio fatto anche di sentimenti. E non è retorica, perchè la storia che i due calciatori raccontano a proposito della loro esperienza a favore della donazione degli organi o del midollo osseo è altrettanto concreta, e ricca di successi, di quella del loro Parma capace di conquistare vittorie e coppe in Italia e all'estero.

"Sentivo l'esigenza - spiega il capitano - di restituire la fortuna che avevo fra le mani, mentre vivevo con il calcio i miei sogni di bambino". E lo stopper aggiunge l'importanza di chi nel volontariato era già e li ha convinti ad accettare questa esperienza: come la PIna dell'Aido, che "di fronte ai miei dubbi mi disse di provare a mettermi dall'altra parte, di quelli che devono ricevere gli organi".....

E poichè il calcio, come la vita, è fatta anche di sconfitte e momenti difficili, ecco Minotti e Apolloni di nuovo insieme (anche dopo l'addio al campo) nello staff che di fronte al crac Parmalat mette in piedi una splendida esperienza di squadra e di valori umani, fino a sfiorare - proprio nell'anno più difficile - la qualificazione in Champions League. E a Milano, spiega Minotti, "la sorella di Moratti non capiva perchè i tifosi, nonostante la sconfitta con l'Inter, ci osannassero a San Siro come dopo un trionfo".

Non c'è stasera Nevio Scala, a dirigerli dalla panchina. Ma ci sono Negri (Admo) e la Lombardo (Aido) a spiegare: "Quei due non erano testimonial 'normali' , e hanno imparato magnificamente a spiegare che cos'è la donazione, quando li trascinavamo nelle scuole".

E l'applauso finale non è solo il tributo grato e nostalgico a chi ci ha regalato grandi, pur effimere, emozioni sul campo. Ma è soprattutto la consapevolezza che quel Parma non fu grande solo per i gol e le coppe, ma anche per un legame forse unico e irripetibile con la città, e con quell'altra fantastica squadra che è il Volontariato di Parma.