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Spettacoli

Film recensioni - Gli amanti passeggeri

23 marzo 2013, 21:30

Film recensioni - Gli amanti passeggeri

 Filiberto Molossi

Al check-in si era presentato con bagaglio leggero, imbarcando in un mondo (ora come allora) troppo serio la sua euforica vena pop: ma a 35 anni dal debutto, e 20 film dopo, il geniale regista della Mancha che ha sconfitto i mulini a vento, terrorizzato che il viaggio sia già finito, abbandona il pilota automatico e dirotta la sua carriera in volo, tentando – in un percorso a ritroso non privo di turbolenze - di fare rotta verso casa, verso le origini. Perché ripartire, forse, è l'unico modo per scacciare la paura di essere già arrivati.
Affidati i titoli di testa, sulle note del «Per Elisa», alla matita raffinata di Javier Mariscal (uno dei più noti fumettisti iberici), Pedro Almodòvar, “dimenticati” a terra, in un bizzarro cameo (dal doppiaggio demenziale), i fedelissimi Antonio Banderas e Penelope Cruz, decolla sulle ali della commedia più grottesca per andare alla ricerca della trasgressione divertita e della pittoresca irriverenza delle sue prime pellicole post franchiste, felice, come direbbe Modugno, di stare lassù. Là dove porta, insieme al suo gusto, a tratti geniale, del paradosso, anche steward gay e ubriaconi incapaci di mentire, sensitive vergini che fiutano la morte, piloti che scoprono le gioie della bisessualità: tutti insieme appassionatamente sull'aereo più pazzo di Spagna che, per colpa di un problema al carrello, gira in tondo in attesa di tentare un atterraggio di fortuna...
Commedia surreale e claustrofobica, brillante e licenziosa, «Gli amanti passeggeri» (bello il titolo) si inserisce solo per finta nel filone «aeronautico» (che conta innumerevoli esempi, dal catastrofico alla farsa) per tracciare invece tra cielo e terra la metafora di un Paese (la Spagna, ma non necessariamente solo quella) in avaria, una nazione narcotizzata che vola a casaccio senza sapere dove andare, troppo impegnata a fare qualcos'altro per gestire realmente l'emergenza. Abbandonati i toni sin troppo cupi degli ultimi lavori, il regista di «Parla con lei» e «Tutto su mia madre» flirta con l'unità di tempo e luogo, nel tentativo di rintracciare, tra numeri musical e la solita grande attenzione alle scelte cromatiche, la leggerezza perduta. Ne esce un film divertente, anche se minore, disuguale (meglio il decollo dell'atterraggio) e altalenante, sufficientemente folle ma non abbastanza (come quando rimarca qualche volgarità gratuita di troppo) da evitare diversi vuoti d'aria: non è certo l'Almodóvar più memorabile, ma testimonia comunque il coraggio e l'entusiasmo di un regista che gira sempre senza paracadute.
Giudizio: 3/5
SCHEDA
(Los amantes pasajeros)
REGIA E SCENEGGIATURA: PEDRO ALMODOVAR
FOTOGRAFIA: JOSE' LUIS ALCAINE
MUSICA: ALBERTO IGLESIAS
INTERPRETI: ANTONIO DE LA TORRE, JAVIER CAMARA, CECILIA ROTH, PAZ VEGA, GUILLERMO TOLEDO, BLANCA SUAREZ
GENERE: COMMEDIA
Spagna 2013, colore, 1 h e 30'
DOVE: D'AZEGLIO e THE SPACE BARILLA CENTER