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Provincia-Emilia

Fusione tra Monchio e Palanzano, la parola ai cittadini

23 marzo 2013, 18:58

 Beatrice Minozzi

Gli abitanti di Monchio e di Palanzano stanno ricevendo, in questi giorni, un questionario e una lettera firmata dai primi cittadini dei due comuni appenninici. Il sindaco di Monchio, Claudio Moretti, e il suo collega palanzanese, Giorgio Maggiali, stanno proseguendo sulla strada intrapresa verso la fusione dei loro due territori. Prima, però, vogliono testare il gradimento della popolazione, e a questo scopo hanno stilato un questionario che dovrà essere compilato e consegnato, entro il 2 aprile, nei punti di raccolta indicati nella lettera che accompagna il questionario. Cinque i quesiti, il primo dei quali arriva dritta al punto: «Siete d’accordo - recita - sull’utilizzazione dello strumento della fusione tra i comuni di Monchio e Palanzano?». La risposta è semplice: sì oppure no. La seconda domanda, invece, cerca di approfondire i motivi che, secondo la cittadinanza, hanno spinto «le Amministrazioni comunali di Monchio e Palanzano ad intraprendere lo studio di fattibilità di fusione». Cinque le possibili risposte: «fornire servizi migliori a costi più bassi», «acquisire maggior peso nelle contrattazioni esterne», «avere più opportunità di ottenere contributi», «bloccare lo spopolamento del territorio al fine di garantire più visibilità e rappresentatività agli interessi economici, sociali e culturali delle popolazioni residenti», oppure «non sa rispondere». La terza domanda è rivolta a chi ha risposto «sì» al primo quesito e sonda le motivazioni che hanno portato l’intervistato ad avere un giudizio positivo sul processo di fusione. Quattro le possibili risposte: «miglioramento della qualità e della quantità dei servizi offerti, grazie all’unione delle forze dei due Comuni», «ottimizzazione dei costi di gestione degli enti locali adeguandosi alla situazione di crisi economica internazionale», «maggiore snellezza degli apparati amministrativi e di conseguenza delle pratiche burocratiche quotidiane che interessano i cittadini» e infine «maggiore partecipazione pubblica dei cittadini, stimolando la collaborazione e la nascita di nuove associazioni condivise fra i 2 Comuni». Al contrario, la quarta domanda è rivolta a chi ha risposto no al primo quesito. Anche in questo caso sono quattro le opzioni: «peggioramento della qualità e della quantità dei servizi offerti, dovuto alla riduzione delle risorse disponibili», «aumento dei costi dei servizi offerti dal Comune, dovuto ad una maggiore difficoltà di gestione», «perdita di identità storica e culturale dei due paesi», «allontanamento dei cittadini dalle istituzioni, minore capacità di ascolto e di intervento di quest’ultime». L’ultima domanda, infine, è rivolta nuovamente ha chi ha risposto sì al primo quesito e chiede: «ritenete utile avviare subito le procedure di fusione, in modo che per la prossima consultazione elettorale del 2014 interessi già il nuovo ente?». Semplice la risposta: sì oppure no.