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Parma

L'acqua di Parma sotto la lente degli esperti

23 marzo 2013, 23:50

L'acqua di Parma sotto la lente degli esperti

 Beppe Facchini

Giornata Mondiale dell’Acqua festeggiata con un brindisi, sulle note de «La Traviata» di Verdi, al palazzo vescovile di Parma. 
Ieri, infatti, si è celebrata per la ventunesima volta la ricorrenza istituita dalle Nazioni Unite per promuovere il corretto utilizzo di un bene fondamentale per la vita dell’uomo. E per l’occasione, il Centro Etica Ambientale, nato grazie alla collaborazione tra Diocesi, Comune di Parma e Iren, ha presentato una serie di ricerche portate avanti da circa trenta esperti del territorio.
 Sociologi, igienisti, nutrizionisti, medici e docenti universitari: tramite il loro contributo, il Cea ha realizzato diversi dossier (consultabili tra qualche giorno sul sito www.certoeticambientale.org) per porre al centro dell’attenzione le diverse problematiche sull’utilizzo dell’acqua in città. 
«È importante informarsi per poter scegliere adeguatamente se bere acqua del rubinetto o in bottiglia» ha ricordato il professor Renzo Valloni, coordinatore del gruppo di lavoro che si è occupato di approfondire la situazione idrica del territorio parmigiano. Sapere le condizioni del nostro acquedotto o i controlli ai quali è sottoposto: informazioni necessarie per evitare di incorrere in rischi per la propria salute. 
«“Mangiamo” acqua tutti i giorni -ha aggiunto il professor Leone Arsenio, coordinatore del gruppo che si è occupato dell’alimentazione - perché è presente in tutto: frutta, verdura, pane, carne. Per il nostro organismo, formato quasi completamente di acqua, assumerne almeno un litro e mezzo al giorno è fondamentale». 
Per questa ragione, nel tempo la produzione è aumentata a dismisura, anche se «viviamo ancora in un mondo a due velocità», ha invece rimarcato la dottoressa Antonella Barchiorri, responsabile del gruppo che si occupa di formazione ed educazione ambientale. «Al giorno d’oggi, una persona su sei è senza acqua. E secondo alcune previsioni, nel 2020 potrebbero essere due miliardi in questa situazione: ecco perché risorsa idrica è sinonimo di responsabilità.
 Farne un uso corretto è necessario per non lasciare un peso troppo grande alle generazioni future».
Produrre acqua per soddisfare esigenze sempre più incombenti comporta anche un inquinamento ambientale notevole, come ha invece rimarcato il dottor Francesco Giusano, coordinatore del gruppo lavoro che si è occupato di energia e sostenibilità.
 «Sono tutti temi percepiti dalla cittadinanza e che stanno molto a cuore alla nostra amministrazione» ha infine ricordato l'assessore comunale all'Ambiente Gabriele Folli. 
 

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