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Economia

Quei brevetti in attesa di investitori

23 marzo 2013, 22:51

Quei brevetti in attesa di investitori

 Enrico Gotti

Ci sono brevetti all’avanguardia dell’università di Parma che giacciono nei cassetti, in attesa di investitori e aziende che li facciano fruttare.
 Qualche esempio? Farmaci innovativi per malattie comuni o rare; le tecnologie straordinarie di Vislab, come l’auto che funziona senza pilota e le telecamere che ricreano scenari tridimensionali, gli strumenti di diagnostica per prevedere un infarto (una strada ancora inesplorata e rivoluzionaria), sistemi per la tracciabilità molecolare degli alimenti, cioè per conoscere la provenienza, gli allergeni e le caratteristiche di prodotti che consumiamo tutti i giorni.
 Questi e altri frutti delle ricerche nei laboratori dell’ateneo sono stati presentati ieri mattina, nell’aula A di Ingegneria al Campus universitario, nell’incontro organizzato da Seed Lab e dall’università. Seed Lab è un progetto dedicato ai giovani imprenditori con idee innovative. Fa capo alla società milanese TTadvisor e al fondo TTventure, e la sua missione è quella di andare a caccia di idee tecnologiche. Tra gli altri promotori dell’iniziativa c’è la Fondazione Cariparma. 
Gli aspiranti imprenditori possono presentare la propria candidatura entro il 31 marzo, sul sito www.seedlab.com.  Saranno scelte le 20 migliori startup, premiate con un fondo di 1,5 milioni.  
«Per l’innovazione servono buone idee, ma serve anche il contatto con le aziende, altrimenti restano buone idee. – spiega Antonio Montepara, ex preside di Ingegneria, organizzatore dell’incontro - Seed lab ha lanciato un concorso di idee. E Parma è terra fertile per coltivare idee innovative». 
«Questo primo incontro è il punto di partenza per un lavoro che non si dovrebbe esaurire oggi, per costruire rapporto fra chi ha idee, voglia di fare e chi è in grado di dare gambe a chi ha idee - afferma Cesare Azzali, direttore dell’Unione parmense degli industriali -. Negli ultimi anni molte aziende sono state chiuse o vendute. La decrescita felice equivale a miseria contenta. Bisogna creare invece nuova ricchezza. E' sui giovani che dobbiamo puntare perché è davanti a loro il tempo per fare le cose». 
«Se riusciamo a sensibilizzare i giovani, a trasferire loro idee nel mercato, con facilitazioni che esistono, si potrà sperare nel futuro in maniera più concreta» concorda Barbara Panciroli, direttore dell’area della ricerca dell’ateneo, ha fatto il punto sulla normativa e sulla realtà delle aziende spin off, cioè delle società create per dare forma ad un’idea nata dalla ricerca universitaria. 
Nove hanno sede a Ingegneria industriale e informatica, una ad ingegneria civile, quattro nell’area matematica e delle scienze, e due ad Economia. «Questo è un appuntamento è importante per ateneo di Parma e per l’università in generale. L’innovazione tecnologica è un motore per la ripresa economica» concorda Paolo Martelli, pro rettore all’edilizia, che ieri era in rappresentanza del rettore Gino Ferretti.
 

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