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Parma

Serata Yacht Club al Campus con lo skipper Sergio Davì

23 marzo 2013, 12:08

Serata Yacht Club al Campus con lo skipper Sergio Davì

COMUNICATO

 Incontrare un’orca, essere ritenuto un trafficante di droga, trovare le carte di credito smagnetizzate e avere come compagno di viaggio il brutto tempo: è solo una parte di quello che può capitare nelle traversate su un gommone. Sergio Davì lo ha vissuto da Palermo ad Amsterdam e da Palermo a Capo Nord. Non pago, sta progettando un “viaggetto” transatlantico da Palermo a Rio de Janeiro.

Giovedì sera lo Yacht Club Parma ha portato Davì per la prima volta a Parma, nella propria sede al Campus Sport Center, gremita di persone che per due ore hanno ascoltato le sue imprese e seguito filmati suggestivi, imparando i segreti per coprire grandi distanze con piccole imbarcazioni. Alla fine si sono rese conto che le imprese sono possibili, purché si presti attenzione ai dettagli.
“Visto che a Parma non abbiamo il mare - ha esordito Antonio Barbieri, consigliere dello Yacht Club Parma e organizzatore dell’incontro - cerchiamo di avvicinarlo a noi. Adesso aggiungiamo il racconto di avventure straordinarie, come quelle di Sergio Davì, ai corsi di patente nautica, di vela per ragazzi e per adulti dal primo livello in su, navigazione in Capraia e in Giraglia con nostre barche a disposizione e perfino navigazione notturna”.
Il temerario palermitano si è confessato: “Lavoravo come rappresentante, ma a 40 anni ho capito che nella vita bisogna avere il coraggio di fare qualcosa che piaccia veramente. Così mi sono tuffato nella passione per il mare, occupandomi di transfer di yacht, poi diventando skipper e dedicandomi al gommone”.
“Sul finire del 2010 - ha continuato Davì - ho esordito con la traversata Palermo-Amsterdam, dal caldo di Tunisia e Algeria al ghiaccio dell’Olanda, passando per porti bretoni pieni di secche, maree fino a 8 metri, nebbia da Dunkerque in avanti”. Scenari moltiplicatisi nel viaggio di 52 giorni (estate 2012) verso Capo Nord, quando “una motovedetta spagnola ci ha scambiati per un battello di clandestini e otto doganieri di un porto francese ci hanno perquisito il gommone per quattro ore”.
Sale già la febbre per Palermo-Rio de Janeiro nel febbraio 2014: “Il viaggio toccherà le quattro stagioni, dall’inverno siciliano all’estate brasiliana, transitando per le Canarie, la terra di nessuno (il Sahara) e quindi da Capoverde a Recife, su un gommone più ecologico, di 8 metri con due motori, per 20 nodi di velocità media, 5800 miglia nautiche e 40 giorni di navigazione, soste escluse”.
La chiave per arrivarci in fondo? “È la paura a riportarti a casa. La sana paura, non il panico”, ha ammesso Davì.
 

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