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Parma

"La gestione dell'acqua deve rimanere pubblica"

25 marzo 2013, 00:17

 Beppe Facchini

Una raccolta firme europea per rendere definitivamente pubblico ed accessibile a tutti un bene prezioso come l’acqua. Fa tappa per la prima volta a Parma un’iniziativa di carattere comunitario che ha l’obiettivo di raggiungere un milione di sottoscrizioni e proporre alla Commissione Europea un intervento legislativo che vincoli gli stati membri a garantire la copertura totale di servizi idrici e igienico-sanitari. «L’acqua è un bene comune, non una merce» si legge sui volantini distribuiti per tutta la giornata di ieri dai volontari del «Coordinamento Acqua Pubblica», soddisfatti per l’affluenza al primo banchetto organizzato in via Mazzini. «Dopo il referendum del 2011 - ha spiegato il portavoce del comitato Antonio Bodini - la situazione non è pessima: basta pensare che in città come Napoli, Torino, Palermo e Vicenza il servizio idrico non è più in mano ai privati. E anche a Reggio Emilia e Piacenza si sta cercando di proseguire verso questa direzione, essendo in scadenza la concessione affidata ad Iren. A Parma questo avverrà nel 2020 - ha proseguito - ma, nonostante possa sembrare una possibilità remota, si stanno aprendo dei varchi: adesso cercheremo di discuterne, aprendo un tavolo di lavoro, con Comune, Provincia e la stessa multiutility». 
Anche l’amministrazione comunale si è più volte interessata alla questione, tanto che qualche settimana fa il consiglio ha approvato  un documento  per evitare la cessione del servizio idrico cittadino da parte di Iren a alla società Mediterranea Acque. «È stato un buon risultato - ha commentato Patrizia Ageno, consigliere comunale del M5S e membro del coordinamento - ma adesso il nostro ruolo è quello di riuscire ad ottenere questo tavolo di lavoro tra enti pubblici, società e comitato per discutere insieme sul da farsi». Il provvedimento, presentato proprio dalla Ageno al parlamentino locale lo scorso 7 marzo, dopo alcune osservazioni, ha portato anche ad una delibera per modificare lo statuto comunale in tema di tutela delle risorse idriche e alla possibilità di creare una commissione ad hoc. Se Iren ha intenzione di vendere, l’occasione per ottenere una gestione pubblica del servizio idrico cittadino sembra alla portata: è questo il traguardo inseguito dal coordinamento e dalla maggioranza comunale, pronta a giocare, secondo la consigliera, un ruolo di «avanguardia nelle istituzioni» per centrare l’obiettivo. Per quanto riguarda la polemica di alcuni mesi fa sulla cessione di quote in Ascaa ed Emiliambiente, Patrizia Ageno non ha dubbi: «Si è trattato di un errore poi chiarito dall’assessore Folli. Le nostre intenzioni non cambiano».