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Parma

Falso zoppo chiede l'elemosina: smascherato

24 marzo 2013, 15:27

Chiara Pozzati

Occhio ai finti sciancati che lucrano sulla pietà. «Aiutatemi, ho fame. Solo un euro per favore». Comincia così la messinscena dei falsi disabili che chiedono la questua ai semafori. Con il giovane che piagnucola e sembra faticare persino a tendere la mano oltre il finestrino. Peccato che, lontano da occhi indiscreti, la gobba scompaia, i piedi funzionino alla perfezione e la stampella finisca nello zainetto. A svelare il trucchetto sono i vigili urbani che, due giorni fa, hanno denunciato un giovane rumeno di 20 anni, intercettato a barriera Garibaldi. Sessantacinque euro in due ore: ecco quanto gli ha fruttato il suo teatrino. Ora dovrà rispondere di abuso della credulità popolare. Ma lui, come fanno notare i vigili urbani, è solo uno dei tanti del giro. E fa rabbia pensare alla generosità tradita dei parmigiani, ma anche all’insulto che questi personaggi rappresentano per chi davvero soffre di gravi disabilità. Ecco perché occorre tenere gli occhi bene aperti e non lasciarsi incantare da questi attori. Già, perché di questo si tratta. Ma andiamo con ordine. Giovedì pomeriggio: tre questuanti, curvi, si avviano con passo malfermo tra le macchine. Molti automobilisti danno l’allarme al comando della municipale: i finti disabili stanno talmente piegati che quasi non si vedono. Il rischio di travolgerli o provocare incidenti cresce di minuto in minuto. Una pattuglia in borghese accorre a barriera Garibaldi e segue la scena senza farsi notare. Gli agenti prendono nota e con pazienza seguono il giovane rumeno zoppicare fino a via Verdi. Un’ora e un quarto di tragitto, con la messinscena che prosegue come da copione. Poi, all’improvviso, il «miracolo»: il giovane claudicante si accuccia dietro una macchina parcheggiata e rispunta poco dopo «guarito». Cammina senza bisogno di stampelle, i passi questa volta sono rapidi e senza esitazione. A quel punto i vigili intervengono: il 20enne viene identificato e denunciato. La stampella e i 65euro sono stati sequestrati. Pare che per lui e i fratelli maggiori sia un vero e proprio business. Un’attività a conduzione familiare, visto, che tutti e tre si dedicano allo stesso «mestiere», simulando anche i medesimi handicap. Del resto esiste una rete di finti mutilati o disabili che chiedono l’elemosina lungo le vie della città, in modo particolare ai semafori e nei borghetti del centro. Alcuni stanno seduti, altri si muovono affannosamente, nella speranza di suscitare ancor più pietà fra i parmigiani. Le regole sono ferree: ognuno ha la sua zona. Con particolare attenzione alle uscite di chiese, supermercati e centri commerciali.

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